Il polverone

La confessione di Gasp («ho avuto il Covid») crea un caso diplomatico col Valencia

In Spagna le dichiarazioni del tecnico nerazzurro, che ha rivelato di essere andato al Mestalla con i sintomi del virus, hanno fatto molto discutere. E l'Atalanta s'è vista costretta a ribattere

La confessione di Gasp («ho avuto il Covid») crea un caso diplomatico col Valencia
31 Maggio 2020 ore 23:35

Le parole del tecnico Gasperini a La Gazzetta dello Sport hanno fatto molto discutere. Nella serata di ieri (31 maggio), il Valencia ha infatti emesso un comunicato importante e le parole non sono di certo tenere: «Viste le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini, il Valencia CF desidera esprimere pubblicamente la sua sorpresa per il fatto che l’allenatore della squadra rivale negli ottavi di Champions League ha riconosciuto che sia il giorno prima che il giorno della partita giocata il 10 marzo al Mestalla era a conoscenza di avere sintomi presumibilmente compatibili con il Coronavirus senza prendere misure preventive, mettendo a rischio, se quello fosse stato il caso, a numerose persone durante il loro viaggio e soggiorno a Valencia».

La presa di posizione del Valencia era prevedibile: si era nei primi giorni dell’emergenza ma Bergamo e la Lombardia erano già al centro dell’esplosione di contati. «Va ricordato – conclude il comunicato – che questa partita è stata fatta giocare a porte chiuse, circondata da misure rigorose al riguardo, dall’obbligo delle autorità sanitarie spagnole di prevenire il rischio di contagio da parte di COVID-19, proprio in presenza di persone provenienti da un’area già in quella data di rischio valutata pubblicamente».

In sostanza, il Valencia (che nei giorni successivi alla partita ha denunciato numerosi casi nel suo staff) dice: hanno preso tutte le precauzioni del caso e poi l’allenatore avversario era infetto e nessuno ci ha detto nulla? Una reazione legittima, che ha costretto l’Atalanta a prendere, a sua volta, una posizione chiara, cosa che è stata fatta oggi (1 giugno) sempre dalle pagine della Gazzetta: tutti «i protocolli di sicurezza per il gruppo squadra erano stati rispettati in vista della trasferta e il tecnico, come da lui dichiarato nell’intervista, non aveva mai avuto febbre o problemi respiratori, né prima della partenza per Valencia, né per tutta la durata del soggiorno in Spagna».

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