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Vicino ma distante

L'inno della Juventus, la fascia da capitano e la mancata esultanza: la strana serata del Papu

Prima la panchina, con tanto di cantatina sull'inno della Juve, poi la chiamata di Gasperini e l'ottima prestazione, macchiata però da un paio di gesti che non sono sfuggiti ai tifosi

Atalanta 17 Dicembre 2020 ore 00:11

di Fabio Gennari

Quei pochi secondi in cui scherza vicino a Muriel canticchiando l'inno della Juventus hanno già fatto il giro dei social. Qualcuno c'è rimasto male, altri invece non ci vedono nulla di particolarmente grave. In generale, però, un po' tutti sono concordi nel dire che, dato il momento, una cosa del genere è più antipatica che altro.

Quello che conta, pensando al Papu Gomez, è la prestazione una volta sceso in campo e da questo punto di vista sono arrivati segnali confortanti: Gasperini ha parlottato con lui prima dell'ingresso, il numero 10 dei nerazzurri è entrato nell'azione del gol e ha distribuito alcuni ottimi palloni. Nel finale, contro Szczesny, ha provato anche a segnare il gol decisivo, ma senza fortuna.

I due dettagli che però, più di tutti, fanno pensare sono legati a Remo Freuler. Il calciatore svizzero, poco dopo l'ingresso in campo di Gomez al 53', gli si è avvicinato e gli ha dato la fascia di capitano. È un gesto forte, importante: per i suoi compagni, il Papu è ancora il capitano. Lo stesso Gollini, al fischio finale, ha parlato di gruppo unito. Poi però, al 57', Freuler la pareggia con un gran gol sotto la traversa, i compagni si ammucchiano su di lui ma Gomez, fascia al braccio, è a centrocampo che aspetta di ricominciare a giocare. A cinquanta metri di distanza. Un gesto strano, che evidenzia come lo stesso numero 10 argentino stia vivendo un momento particolare. Il campo è l'unico giudice e lì la prestazione non è di certo mancata. Però in qualche modo bisogna ritrovare la serenità: Gasperini lo ha schierato quando la squadra aveva bisogno, la squadra con quel gesto di Freuler gli ha detto pubblicamente "sei il capitano". Adesso tocca al Papu. In campo, con i gesti più semplici. Per il bene dell'Atalanta.