C'è bisogno di dare una mano

Oltre al «forza Atalanta» dei bambini, dal Malawi arriva anche una richiesta d'aiuto

I bimbi protagonisti del video diventato virale potrebbero essere il volano per aiutarne altri. La testimonianza della volontaria bergamasca Giovanna, di "Solidali per il Malawi"eta ad altri meno fortunati di loro

Oltre al «forza Atalanta» dei bambini, dal Malawi arriva anche una richiesta d'aiuto
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di Fabio Gennari

Giovanna Rubini è la presidente dell'associazione "Solidali per il Malawi". Da loro arriva il video, diventato virale, con i bimbi che dicono «forza Atalanta», che è stato girato in un asilo di Mangochi, il St. John Nursery School. La volontaria bergamasca di Covo ci ha raccontato qualcosa in più sulla missione in Malawi della sua associazione.

In particolare, per una struttura accogliente che permette ai più piccoli di seguire le lezioni e imparare, ce ne sono altre che hanno un bisogno enorme di interventi. E per cui, tutti assieme, si può fare qualcosa di grande. Il racconto di Giovanna è profondo, sentito ed emozionato. Parla con il cuore, cerca un aiuto e la sua missione è di quelle davvero importanti.

«Ci hanno portato a conoscenza - racconta - che a Nathan, Machinga, i bambini della Mbenjele Primary School partecipano alle lezioni sotto tetti di paglia perché una scuola non ce l’hanno. Non hanno un pozzo per l’acqua quindi non hanno da bere, non si possono lavare e utilizzare a modo i precari servizi igienici esistenti. Ci sono dei pezzi di muro ma, purtroppo, non hanno la possibilità di terminare i lavori. Per il pozzo abbiamo trovato uno sponsor, ma cerchiamo qualcuno che ci aiuti a donare a questi bambini un riparo più adeguato».

Senza troppi fronzoli, la volontaria di Covo parla chiaramente di quello che serve. «Siamo degli incoscienti - confessa - perché il progetto del centro che già abbiamo realizzato ci comporterà dei costi fissi ogni mese, raccogliere fondi in questo momento in un paesino piccolo come il nostro potete immaginare quanto sia difficile e pensare a un altro progetto è inimmaginabile, non oso pensare cosa diranno i miei soci in Italia, ma come facciamo a non dare loro una mano?».

Già, come si fa? La spiegazione di Giovanna parte proprio dal video in cui i piccoli urlano «forza Atalanta»: «Chissà che il video di quei bambini non possa permettere anche ad altri di avere una scuola con un vero tetto e delle mura per ripararsi durante la stagione delle piogge, nelle giornate di vento in cui la sabbia la fa da padrona e quando fa molto caldo. Sarebbe bellissimo dare una vera scuola al villaggio di Ntaja. Bambini che non hanno nulla che diventano promotori di aiuti per altri bambini ancora più sfortunati e qui, credetemi, di “sfortuna”, se così si può chiamare, ce n’è veramente tanta».

Per chi volesse conoscere a fondo le iniziative dell'associazione, capire meglio di cosa si tratta e magari dare un piccolo contributo, trova tutte le informazioni QUI. Con l'impegno dei volontari e i contributi raccolti negli anni passati, l'associazione "Solidali per il Malawi" ha costruito il centro che vedete nell'immagine poco sopra. Un piccolo, grande miracolo targato Bergamo.

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