E ora chi giocherà dall’inizio? Tutti i ballottaggi di Gasperini

E ora chi giocherà dall’inizio? Tutti i ballottaggi di Gasperini
17 Gennaio 2018 ore 09:46

E adesso chi gioca? Ci sono tante partite in programma, lo spazio non mancherà, ma Gasperini si trova a dover scegliere tra almeno cinque ballottaggi (di cui uno multiplo) che non sono certo semplici. Proviamo ad analizzarli uno per uno, e cerchiamo di capire come potrebbe impostare la squadra il tecnico di Grugliasco, anche alla luce delle diverse difficoltà delle varie sfide.

 

 

Toloi, Caldara, Masiello e Palomino: tre posti per quattro. Al centro della difesa, in stagione sono stati utilizzati più o meno tutti allo stesso modo. Grazie al grande rendimento di Palomino, i tre “titolari” Toloi, Caldara e Masiello sono stati costretti a giocare sempre al massimo delle proprie possibilità e chi ne ha giovato è stata la squadra. Nelle ultime due gare il sacrificato è stato Masiello, ma è chiaro che la rotazione sia continua. In prospettiva, detto che le caratteristiche di spinta sono ormai comuni a tutti e quattro, va anche valutata la posizione di Caldara, che a giugno saluterà la truppa: quando smettere di puntare su di lui? Giusto farlo? Gasperini ha sempre parlato bene del ragazzo di Scanzo, chissà che fino alla fine non riesca a farlo diventare davvero il migliore di tutti.

 

 

Castagne o Hateboer? Sulla corsia di destra, il titolare del ruolo di esterno di centrocampo è stato sempre l’olandese Hateboer. La gara di Coppa Italia disputata a Napoli, quindi un banco di prova importante, ha però regalato ottime certezze anche su Castagne e il dubbio su chi mandare in campo, ora, può e deve venire. Il laterale belga è più giovane di Hateboer e nonostante le poche presenze rispetto al compagno ha una migliore presenza in zona gol, come dimostra la rete proprio in terra partenopea. Gasperini, tuttavia, sta lavorando da un anno su Hateboer e se riuscisse a trovare il modo di migliorarlo in termini realizzativi sarebbe un altro colpaccio.

 

 

Spinazzola o Gosens? Rispetto al ballottaggio precedente, quello di fascia mancina pare molto più indirizzato. Il numero 37 di Foligno a giugno seguirà Caldara alla Juve e Spinazzola, in questa stagione, non ha mai convinto fino in fondo come invece ha fatto l’anno scorso. Diversi tifosi lo vorrebbero ai margini per come si è comportato in agosto, quando rifiutò la convocazione per la trasferta amichevole di Valencia. D’altro canto, Gasperini quando lo ha avuto a disposizione è sempre stato chiaro nelle sue scelte e il titolare a sinistra è sempre stato Spinazzola. Gosens è un buon giocatore ma ha caratteristiche diverse, il suo inserimento non è stato immediato e anche gli automatismi con il Papu Gomez sono stati da oliare (e ancora non sono perfetti). A Napoli, come Castagne, anche Gosens si è ben disimpegnato e si potrebbe anche insistere su di lui. Anche per capire se può essere lui la prima scelta la prossima stagione o serva altro.

 

 

Cristante o Ilicic? Il dubbio più grande è tra i due marcatori principi della squadra (9 reti ufficiali a testa), con una storia molto diversa nel gruppo. Cristante e Ilicic si dividono il ruolo di rifinitore; il ragazzo italiano può anche adattarsi al centro ma rende meglio in avanti e su di lui ci sono gli interessi di parecchie squadre, mentre Ilicic quando entra è decisivo, soprattutto nelle ultime partite, ma la sua unica grande pecca è nella continuità: se giocasse anche solo trenta o quaranto minuti a partita sui suoi livelli, probabilmente lo vedremmo altrove. In soccorso a Gasperini arriva la tattica: se vai a Dortmund o in casa della Juve a giocarti partite decisive, forse il tridente è troppo e Cristante è la soluzione migliore. In campionato, viceversa, le partite vanno azzannate subito e quindi probabilmente meglio il sinistro fatato di Ilicic.

 

 

Cornelius o Petagna? La scelta del centravanti, dall’inizio o a gara in corso, è sempre molto importante. Gasperini, in attesa di capire se e quando potrà e vorrà lanciare il ragazzo della Primavera Musa Barrow, ha la possibilità di puntare sul manovriero o sul cavallo di razza, su chi gioca spalle alla porta o chi da ogni posizione cerca comunque di bucarla, quella porta. La sensazione, vedendoli giocare, è che Cornelius sia in crescita mentre Petagna stia un attimo rifiatando: in Europa League, tuttavia, è impensabile che Petagna resti fuori, perché le sue prestazioni sul piano dello sviluppo della manovra sono sempre state ottime. Cornelius non ha paura di puntare il portiere avversario su ogni campo, questa sfrontatezza è un’arma importante e resta solo da capire quando il mister vorrà usarla.

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