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Pinilla, ora è il tuo momento La Dea sogna un attacco super

Pinilla, ora è il tuo momento La Dea sogna un attacco super
Atalanta 06 Settembre 2016 ore 09:53

Mauricio Pinilla, nel bene e nel male, regala sempre spunti di discussione. In questo primo scorcio di stagione non si è ancora visto nella lista dei convocati. Dopo il riposo differito rispetto ai compagni per via dell’impegno in Copa America con il Cile (ha saltato tutto il ritiro di Rovetta), l’attaccante classe 1984 sembrava quasi pronto per la prima di campionato con la Lazio e invece ha dovuto dare forfait. A Zingonia ha continuato a lavorare forte per tornare tra i ranghi, Gasperini non lo ha convocato per la gara di Genova ma il recupero è ormai completato e la dimostrazione è arrivata nei giorni scorsi quando Pinilla ha giocato una manciata di minuti con la sua Nazionale nella sfida persa 2-1 in Paraguay. Ma Pinilla cosa può dare ancora all’Atalanta? E come sono i rapporti all’interno dello spogliatoio? Perché la società a più riprese lo ha dichiarato incedibile? Proviamo a fare un po’ di chiarezza, cerchiamo di capire meglio la situazione e proviamo a valutare cosa possa offrire davvero alla stagione della Dea questo centravanti super tatuato che rappresenta al massimo il concetto di genio e sregolatezza applicato al calcio.

 

ATALANTA - BOLOGNA SERIE A TIM 2015-2016

 

Pinilla nel gruppo. Il calciatore cileno ha ancora un anno di contratto con l’Atalanta a 900mila euro di stipendio. L’accordo prevede anche una clausola che scade il 31 marzo 2017 per cui l’Atalanta, se volesse, potrà prolungare l’accordo fino al 30 giugno 2018. Dunque, contrattualmente parlando, il giocatore ha un ottimo ingaggio e la Dea può tutelarsi nel caso in cui Pinilla torni ad essere protagonista. In allenamento Pinilla si applica e lavora con il resto del gruppo, i compagni di squadra sanno quello che può dare e conoscono il suo carattere, quindi la situazione è molto chiara. Molto fluida. I vertici hanno affermato a più riprese che lo ritengono un giocatore importante; dopo la chiusura del mercato (è mai stato veramente vicino alla cessione?) lo stesso Gasperini ha preso la parola per chiarire che con lui non ha problemi e che lo ritiene importante. Dichiarazioni di facciata come pensa qualcuno? Tutte le dinamiche di spogliatoio non possiamo conoscerle ma, sinceramente, è un dettaglio. Per assurdo: se anche non ci fosse un grande amore tra tecnico e giocatore, credete che in caso di bisogno Gasperini si faccia scrupoli a metterlo in campo? O che il cileno rinunci alla giocata per chissà quale ripicca? Niente di tutto questo: se Pinilla torna protagonista può puntare a strappare magari l’ultimo contratto della carriera come riserva in qualche big, dunque ha tutto l’interesse a dare ancora molto per la squadra nerazzurra.

 

Bergamo , 11-01-15 Stadio Azzurri D'Italia Atalanta - Chievo Verona - CAMPIONATO SERIE A TIM 2014-15 photo Alberto Mariani, nella foto , Mauricio Pinilla

 

Pinilla in campo. I numeri dicono che Pinilla non può essere considerato un titolare. Nella passata stagione ha collezionato 21 presenze con 6 gol tra campionato e coppa Italia (1.366’ minuti), con 8 gialli e 1 rosso. L’anno precedente, tra Genoa e Atalanta, è arrivato a 28 presenze con 10 gol (1.771’ minuti), conditi da 9 gialli e 1 rosso. Parliamo di circa 35 partite intere negli ultimi 2 campionati quando il suo attuale compagno di reparto Paloschi è arrivato a 70 presenze con 19 gol (5.152’ minuti) ed un totale di 57 partite intere tra campionato di Serie A, Premier League e Coppa Italia. Il ragazzo di Cividate è certamente più fresco (6 anni in meno) e sul medio periodo è ovvio che Gasperini debba puntare su di lui. Se Pinilla accettasse il ruolo di alternativa di lusso e riuscisse a distillare prestazioni, assist e gol quando viene chiamato in causa, l’Atalanta avrebbe fatto centro. Con Paloschi e Pinilla in attacco e Gomez a supporto (servirebbe un 3-4-1-2), la Dea esprimerebbe tutto il suo potenziale offensivo, ma non va dimenticato come Pinilla possa giocare sia vicino al numero 43 arrivato dallo Swansea (al posto di Gomez), oppure proprio con il numero 10 argentino quando è Paloschi che deve tirare il fiato.

 

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Pinilla e i tifosi. L’Atalanta non ha tenuto in rosa Borriello (passato al Cagliari) perché aveva già Pinilla che ha il secondo stipendio della rosa. Il cileno non è affidabile sul medio-lungo periodo, infortuni o squalifiche lo condizionano sempre e spesso l’ambiente si è arrabbiato con lui per ammonizioni o espulsioni tranquillamente evitabili. Poi però, questo marcantonio cileno innamorato dei social e dei tatuaggi si è sempre fatto perdonare con gol da antologia che ancora oggi, a distanza di mesi, ricordiamo con enorme piacere. All’esordio con la Dea ha battuto il Cagliari in rovesciata, contro il Torino nel campionato 2014/2015 ha fatto ancora gol con una bicicletta prima di farsi cacciare, mentre sul campo di Cesena ha chiuso la pratica salvezza con una doppietta. A Sassuolo e in casa contro il Milan, Pinilla ha dipinto nel cielo azzurro sopra il terreno di gioco traiettorie acrobatiche che solo un giocatore fuori dagli schemi può riuscire a disegnare. Stanotte contro la Bolivia a Santiago del Cile Pinilla sarà ancora impegnato con la Roja e da giovedì tornerà a disposizione di Gasperini. Pronto per la prima convocazione con il Torino, magari per i primi minuti della stagione con la Dea e, perché no, per un altro gol in rovesciata. Lui è un po’ "matto" ed è fatto così: i tifosi si infiammano per le sue giocate, se si cala nel ruolo di alternativa di lusso l’Atalanta avrà fatto bingo.

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