Quei giovanotti terribili al servizio di mister Gasp

Quei giovanotti terribili al servizio di mister Gasp
04 Ottobre 2016 ore 09:25

Ne siamo certi: quando domenica avete letto la formazione con cui l’Atalanta avrebbe affrontato il Napoli vi siete messi le mani tra i capelli. Colpa, poi diventata un merito, di Gian Piero Gasperini. Un’età media, per quanto riguarda i titolari, da capogiro: 26 anni. Questo grazie alla partenza dal primo minuto di ragazzotti come Caldara, Freuler, Gagliardini, Conti e Petagna. Ma guai a pensare che nel secondo tempo siano entrati giocatori d’esperienza, perché per difendere il risultato l’allenatore nerazzurro ha mandato in campo D’Alessandro (classe 1991), Grassi (1995) e Pesic (1992).

Li conoscete tutti? Noi proviamo a raccontarveli, perché il futuro dell’Atalanta passa anche da questi ragazzi.

 

Mattia Caldara

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Nato a Bergamo, cresciuto nel vivaio della Dea, fresco di rinnovo fino al 2021 con tanto di dichiarazione d’amore per i colori nerazzurri: «È un sogno che si realizza». Difensore centrale classe ’94, contro il Napoli ha dimostrato di saperci fare: il tempismo è quello dei veterani, ma può ancora migliorare tanto. L’età è sicuramente dalla sua parte. L’esordio in Serie A è invece datato 18 maggio 2014, all’ultima giornata di campionato contro il Catania. Poi due anni in prestito, per farsi le ossa, con Trapani e Cesena. Nel frattempo è entrato stabilmente nel giro dell’Under 21, è tornato alla base e il suo sogno di giocare con la prima squadra dell’Atalanta si è finalmente realizzato. Anche perché con una prestazione come quella di domenica è facile che il campo lo rivedrà molto presto.

 

Roberto Gagliardini

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La sua storia è molto simile a quella di Caldara. Stessa età, cresciuto anche lui nel settore giovanile nerazzurro e ha da poco rinnovato fino al 2021. È un centrocampista molto duttile, contro il Napoli ha alternato giocate di qualità a ottimi interventi difensivi (un fallo tattico gli è costato poi l’ammonizione). Il suo modello? Riccardo Montolivo, altro prodotto del vivaio nerazzurro. Inizia la stagione 2013/2014 aggregato alla prima squadra, centrando anche l’esordio in Coppa Italia contro il Sassuolo. A gennaio passa in prestito al Cesena, in Serie B, dove gioca 19 partite in sei mesi segnando alla prima. Torna a Bergamo in estate e si trasferisce di nuovo, allo Spezia. L’avventura non va nel migliore dei modi a causa di alcuni problemi fisici e l’estate successiva va al Vicenza in prestito con diritto di riscatto e controriscatto. A gennaio, però, i biancorossi e l’Atalanta si accordano per la risoluzione del prestito: Gagliardini torna a Bergamo. Gioca solo l’ultima di campionato contro il Genoa, ma quest’anno Gasperini punta su di lui: subentrato contro Lazio e Cagliari, con il Napoli parte titolare e stupisce tutti. Qualcuno però si era già accorto di lui, un certo Cesare Prandelli, che nel 2014 lo aveva convocato per uno stage con la nazionale maggiore.

 

Andrea Conti

HELLAS VERONA F.C.-ATALANTA B.C. CAMPIONATO SERIE A TIM 2015-16

Questa è un’ottima notizia. Il terzino classe ’94 era già stato lanciato lo scorso anno da Reja, alternando prestazioni di qualità ad altre sottotono. Ma se dovesse continuare a giocare come contro il Napoli, il posto sulla fascia destra sarà suo. Anche per Conti tanta gavetta prima di arrivare in Serie A: due stagioni in prestito, a Perugia e Virtus Lanciano. Poi nel 2015 la svolta, perché nessuno (tantomeno lui) si sarebbe immaginato che avrebbe giocato 19 partite condite da due gol. Come i suoi compagni di cui abbiamo appena parlato, anche lui è stabilmente nel giro della nazionale Under 21.

 

Remo Freuler

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Un altro reduce della scorsa stagione rifiorito grazie a Gasperini. Il centrocampista svizzero ha giocato contro il Napoli nella posizione di regista ed è stato nettamente tra i migliori in campo: bravo a impostare il gioco, chiude gli spazzi in fase di non possesso. E poi corre, corre, corre. Conoscete la sua storia? Classe ’92, prima di arrivare all’Atalanta ha fatto tanta gavetta nel suo campionato nazionale. Prima al Winterthur, poi al Grasshoppers e infine al Lucerna. L’anno scorso è arrivata la grande chiamata dalla Serie A e Remo non se l’è fatta scappare: ora spetta a lui dimostrare di essere all’altezza, ma siamo sicuri che se il vero Freuler è quello visto in campo domenica tornerà molto utile a Gasperini.

 

Andrea Petagna

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Di lui si è parlato tanto. Ha la media gol migliore della Serie A (uno ogni 64 minuti) ed è al secondo centro consecutivo in campionato dopo quello del 26 settembre contro il Crotone. Domenica è stato riconfermato nella formazione titolare e dopo nove minuti ha segnato la rete del definitivo 1-0. Niente male, un gol che spazza via i dubbi di chi in lui non ha mai creduto. Cresciuto nel Milan, è arrivato a Bergamo lo scorso gennaio, ma è rimasto all’Ascoli in prestito fino a fine stagione. Fresco di convocazione in Under 21, Petagna sta riuscendo nell’impresa di lasciare in panchina due attaccanti come Paloschi e Pinilla. Ama i tatuaggi e il suo migliore amico è Bryan Cristante del Pescara. Gasperini ora punta su di lui per sfatare la maledizione dei centravanti nerazzurri.

 

Tutti gli altri

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Questi erano i cinque ragazzi che domenica hanno stupito un po’ tutti, trascinando una splendida Atalanta alla vittoria contro il Napoli secondo in classifica. Ma attenzione, perché l’Atalanta vanta una panchina ricchissima di giovani, prodotti dal vivaio e non. Partiamo dai subentrati, con Grassi che ha sfiorato il gol del raddoppio. Oppure D’Alessandro, entrato per dare un po’ di freschezza e velocità, aiutando la squadra a non abbassarsi troppo. Oppure Pesic, che finalmente ha esordito in attacco subentrando a Gagliardini quando Petagna era già uscito: impossibile valutarlo a pieno dopo solo 17 minuti giocati e per di più una partita molto particolare.

E poi ci sono quelli che non sono subentrati, ma si sa, prima o poi Gasperini li lancerà tutti, per provare, perché è sincero quando dice che «per me gioca chi sta meglio, guardo solo le prestazioni in campo». Con tanto impegno, ognuno avrà la sua chance. Marco Sportiello non va nemmeno più considerato tra le sorprese o i giovani, in porta si muove come un veterano e se ha perso in questo momento la maglia da titolare siamo sicuri che presto la ritroverà. Una possibilità verrà data anche a Cabezas, che, com’è giusto che sia, deve ancora adattarsi all’Italia avendo solo 19 anni.

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