Così no

Raspadori a scaldarsi dopo 10 minuti, i richiami a Scamacca e la scelte delle due punte andata male

Il primo tempo della Dea con il Genoa, come a Cagliari, non è stato di certo positivo. E il tecnico ha subito mandato segnali

Raspadori a scaldarsi dopo 10 minuti, i richiami a Scamacca e la scelte delle due punte andata male

Quando sono arrivate le formazioni ufficiali di Atalanta-Genoa, scoprire titolari De Ketelaere, Scamacca e Krstovic ha fatto pensare a tutti la stessa cosa: Palladino se la gioca con due punte e il belga trequartista.

Tempo pochi minuti di gara e invece ecco il solito 3-4-2-1, con il belga a destra e il montenegrino a sinistra. In fase di possesso qualcosa di diverso doveva essere fatto (con Palladino che si è sgolato per richiamare Scamacca a “scivolare” verso destra), ma le cose non sono andate bene.

E così il mister è stato quasi costretto a mandare Raspadori a scaldarsi dopo una decina di minuti, un massaggio chiaro a chi è in campo, spaesato e che non sta seguendo le indicazioni del mister. Si può giocare bene o male, non è questo il punto: se l’allenatore ti dice di fare questo o quel movimento, tu devi farlo. Perchè le squadre funzionano in questo modo.

L’Atalanta ha una sua impostazione figlia della rosa e del lavoro fatto la scorsa estate. Ora sarebbe importante vedere il lavoro del mister dopo un’estate di lavoro, ma la conferma che andrà esattamente così la avremo nelle prossime settimane. Nel frattempo, queste ultime gare serviranno anche per avere ulteriori conferme di chi “c’è” e di chi “non c’è”. Perchè Palladino che dice «non sono felice del settimo posto» è un bel segnale per il futuro della Dea. Ma tornare grandi significa alzare il livello di una rosa che in tanti elementi quest’anno ha deluso.