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Dea padrona del suo destino Ma lo stadio ora conterà di più

Dea padrona del suo destino Ma lo stadio ora conterà di più
Atalanta 31 Marzo 2015 ore 10:19

Quello appena passato, è stato l’ultimo week-end di riposo per l’Atalanta di Edy Reja: d'ora in avanti, fino alla fine della stagione, non ci saranno più soste. Il tecnico goriziano ha sfruttato al massimo la scorsa settimana per lavorare sulle gambe e sulla testa dei suoi giocatori: sei allenamenti in sei giorni per la truppa nerazzurra, più il riposo domenicale, per prepararsi a un rush finale che dovrà concludersi con la tanto agognata salvezza. Lunedì i lavori sono ripresi e andranno avanti con il solito programma fino alla partita pre-pasquale. Da sabato 4 aprile contro il Torino a domenica 31 maggio contro il Milan, la Dea è attesa da 10 sfide mozzafiato che tutti i tifosi aspettano con grande impazienza.

Sosta benedetta, Mister al lavoro. Dopo il pareggio di Napoli, Reja aveva concesso ai suoi giocatori due giorni di riposo. Lunedì e martedì scorso i giocatori hanno staccato la spina, nonostante gli echi polemici in arrivo dalla città del Vesuvio (con annessa polemica tra Corriere dello Sport e Pinilla, chiarita dal cileno su BergamoPost) il gruppo si aggrappa al punto conquistato al San Paolo per lavorare al top in vista di Torino e Sassuolo. Doppio allenamento mercoledì e giovedì, seduta pomeridiana venerdì e mattutina sabato con amichevole contro l’Aurora Seriate a Zingonia (7-0 finale, tripletta per Moralez e doppietta di Bianchi, Gomez ed Emanulson gli altri a segno) prima del rompete le righe. Lunedì si è ripartiti con una seduta pomeridiana, oggi il lavoro è invece doppio. Dal sabato di Pasqua a fine campionato, Reja dovrà affrontare insieme ai suoi ragazzi 10 gare in 57 giorni compreso un turno infrasettimanale che si giocherà mercoledì 29 aprile al Manuzzi di Cesena contro i romagnoli.

Atalanta padrona del suo destino. Con il Parma ormai condannato alla retrocessione, restano Cagliari e Cesena a giocarsi gli ultimi due posti per la retrocessione con i nerazzurri. L’Atalanta ha il grande, grandissimo vantaggio sia matematico che psicologico di essere assoluta padrona del suo destino. Senza se e senza ma. Dalla Sardegna e dalla Romagna si registrano spesso dichiarazioni che parlano di impresa, di sogno salvezza, di recuperi prodigiosi. Chiaro, nessuno può fermare le ambizioni, però la classifica dice Cagliari e Cesena 21 punti, Atalanta 26 punti. Le lunghezze di vantaggio sono 5, con i sardi gli scontri diretti sono entrambi a favore della Dea, e con i romagnoli c’è ancora il ritorno da giocare: se non si perde al Manuzzi, anche con il Cesena siamo avanti.

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Di fatto 6 punti di vantaggio. Tradotto in termini molto facili da comprendere: mentre gli altri parlano di impresa, l’Atalanta ha 5 punti di vantaggio che diventano 6 in virtù degli scontri diretti e può permettersi di gestire la corsa salvezza con più opzioni rispetto agli avversari. E chi ha più opzioni, in questi casi, ha un grande vantaggio ma, soprattutto, il destino nelle sue mani. Un destino che vale oltre 30 milioni di euro di diritti televisivi.

A Bergamo 6 volte su 10. Da qui alla fine, dunque, ci saranno altre10 partite da giocare. Nessuno può sapere oggi con certezza quanti punti servono per essere tranquilli ma è ragionevole pensare che con la media di oggi, Reja possa davvero centrare l’obiettivo. Il tecnico goriziano ha conquistato 3 punti in 3 partite, ne facesse 10 in 10 la Dea salirebbe a quota 36. Salvezza quasi certa.

Avversarie tranquille. Nelle ultime uscite casalinghe, lo stadio è tornato a spingere come nei giorni migliori e questo aspetto non è per nulla secondario se si pensa che ben 6 delle prossime 10 gare saranno giocate al Comunale. A Bergamo arriveranno nell’ordine Torino, Sassuolo, Empoli, Lazio, Genoa e Milan. Classifica alla mano, parliamo di compagini che in almeno 5 casi su 6 non hanno più nulla da chiedere a questa stagione: Lazio a parte (in piena corsa Champions) le altre formazioni hanno conquistato la salvezza con largo anticipo e il Milan (ospite della Dea il 31 maggio) dovrebbe compiere un mezzo miracolo per riagganciare il treno salvezza.

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Trasferte più dure. Lontano da Bergamo, l’Atalanta giocherà contro la Roma, a Cesena, a Palermo e contro il Chievo. Se Roma e Cesena sono scontri densi di significato, quelle contro Palermo e Chievo paiono le classiche gare da fine stagione e in un campionato che viaggia verso il record assoluto di pareggi sarà fondamentale cercare anche in quelle gara la continuità di risultati.

Con Torino e Sassuolo tutti allo stadio. Durante questa sosta il tempo è stato clemente, probabilmente molti bergamaschi hanno dato miccia alla prima grigliata stagionale e, in generale, i tifosi della Dea si sono riposati. Adesso è il momento di rispondere presente: contro il Torino e il Sassuolo bisogna riempire lo stadio in ogni ordine di posto. C’è uno scatto decisivo da compiere, servono cuore e voce da più tifosi possibili.

Col Sassuolo, un anno fa. Il massimo sarebbe avere uno stadio in fibrillazione come avvenuto l’anno scorso proprio contro il Sassuolo. 12 mesi fa la gara si concluse male e il filotto di vittorie consecutive si interruppe, ma adesso c’è una salvezza da conquistare. Arrivano a Bergamo due squadre che non hanno grosse pressioni, Reja ha dichiarato che servirà una squadra capace di trascinare la sua gente, ma l’appello cui ogni tifoso deve rispondere è chiaro: tutti presenti con la voce e il cuore pronti a sostenere e incitare. Tutti allo stadio, ragazzi, è il momento decisivo. E Bergamo ha sempre risposto presente.

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