Atalanta
Momento difficile

Uno sguardo al futuro, tra scelte e mercato: il momento è decisivo, vietato sbagliare

Con la possibilità di andare ancora in Europa che sta sfuggendo, giusto iniziare a programmare. La fase è delicata e decisiva

Uno sguardo al futuro, tra scelte e mercato: il momento è decisivo, vietato sbagliare
Atalanta 19 Aprile 2022 ore 09:45

di Fabio Gennari

In questo momento, l'ambiente atalantino ha poche certezze. Di campo, di risultati, di competizioni da giocare. Anzi, a dirla tutta è molto probabile che tra sei gare (tante ne mancano alla fine del torneo) arrivi la conferma che l'anno prossimo sarà completamente diverso dagli ultimi che Bergamo e l'Atalanta hanno passato ai vertici del calcio italiano e divertendosi in giro per l'Europa. Prenderne atto, lo scriviamo da un po', è il primo passo verso un futuro da ricostruire. Senza girarci troppo attorno.

Partendo dalle parole dell'amministratore delegato Luca Percassi, che ha definito Gasperini «intoccabile», appare evidente come sia necessaria una profonda rifondazione alla rosa. Ci sono giocatori che non sono più quelli di un tempo e probabilmente, a fronte di un tecnico che chiede tantissimo, hanno bisogno di cambiare aria. L'Atalanta di certo non lascerà liberi tutti e se qualcuno vuole andare dovrà portare offerte adeguate ma, al netto di questo, come si riparte? Da cosa si riparte? Da chi si riparte?

I giocatori, lo ha dimostrato il lavoro del mister in questi anni, sono interpreti importanti di una filosofia di calcio che a Bergamo non si era mai vista prima. Ragazzi di belle speranze diventati giocatori di alto livello sono la costante del lavoro di Gasperini all'ombra di Città Alta, ma ora le avversarie conoscono bene come gioca la Dea. E allora bisogna cambiare qualcosa, o con una serie di uomini in grado di ripartire con entusiasmo (quello che adesso proprio non si vede) oppure con scelte nuove da parte di Gasperini.

L'Atalanta del passato gasperiniano, in questo momento, non c'è più. Chiudere dignitosamente il campionato è un dovere, non può essere un obiettivo. La freschezza dei giovani può diventare una scelta importante, la consapevolezza che senza le coppe i big possono chiedere di partire non deve mancare e, forse, con una nuova proprietà e un nuovo corso nella dirigenza tecnica (Congerton e vediamo chi altro) siamo anche nel momento giusto per provare a cambiare, rinnovare, costruire e ripartire. Quattro verbi che, a fine ciclo, sono la pietra angolare da cui guardare il futuro.

Seguici sui nostri canali