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«Ho fatto solo il mio dovere»

Agente della Polizia Penitenziaria fuori servizio sventa un furto alla sagra di Calusco

Un agente in servizio al carcere di Monza racconta come sia riuscito a recuperare lo smartphone rubato a una dodicenne

Agente della Polizia Penitenziaria fuori servizio sventa un furto alla sagra di Calusco
Attualità 20 Luglio 2022 ore 09:20

«Ho fatto solo il mio dovere», commenta al telefono. Anche per questo il 49enne agente della Polizia Penitenziaria in forza da quasi tre decenni al carcere Sanquirico di Monza preferisce non rendere noto il proprio nome. Ma accetta di raccontarci la vicenda di cui è stato onorevole protagonista la sera di venerdì 15 luglio, mentre si trovava alla festa "Restate in contrada" a Calusco d'Adda, in contrada Torre.

Il carcere di Monza

Mentre si trovava alla manifestazione, l'agente ha notato una ragazzina di 12 anni che, in lacrime, raccontava ai genitori di essere stata palpata e poi derubata. «Osservando la scena e immaginando fosse accaduto qualcosa, mi sono avvicinato e mi sono qualificato - spiega il 49enne -. La dodicenne mi ha allora raccontato che due sconosciuti si erano avvicinati a lei e, nella confusione e nel buio della serata e dopo averla presa di mira, le avevano rubato il cellulare».

Come hanno raccontato anche i colleghi di PrimaTreviglio, l'agente ha dunque deciso di dare una mano per provare a risolvere la situazione. Grazie a un sistema di geolocalizzazione installato sul telefono della ragazzina, è iniziata la caccia al ladro. Insieme al padre della giovane, il 49enne ha perlustrato l'area da cui arrivava il segnale Gps. «Ho fatto dei giri in moto per individuare qualche movimento o soggetto sospetto e ho notato, vicino a un distributore di bevande, una persona straniera con un cappellino calato in testa. Mi sono avvicinato a lui e, con calma, gli ho detto: “Ragazzo, scusa, posso farti una domanda?”. Lui, però, si deve essere messo paura e s'è subito messo in fuga».

L'agente non s'è dato per vinto: abbandonata la moto s'è lanciato all'inseguimento del sospetto. «Purtroppo lui era giovane e io c'ho la mia età - racconta il 49enne ridendo -, andava veloce. Così ho pensato di qualificarmi e ho urlato un paio di volte: "Fermo, Polizia!". Lui però accelerava. Così ho ripetuto l'invito a fermarsi. A quel punto, temendo forse di essere raggiunto, ha lanciato qualcosa in un prato lì vicino e ha continuato la fuga».

L'agente ha raccolto l'oggetto di cui il giovane si era liberato e ha visto che si trattava proprio di un telefono cellulare. Tornato alla festa, ha appurato che lo smartphone era quello della dodicenne. Tutti i presenti si sono ovviamente complimentati con l'agente, in primis i genitori della ragazzine che era stata derubata. «Ripeto, ho fatto solo il mio dovere. Mi dispiace non essere riuscito a bloccare il ladro, ma almeno il cellulare è tornato in possesso della piccola».

Soddisfazione per il bel gesto del 49enne è stata espressa anche dal presidente della Uilpa Polizia Penitenziaria, Domenico Benemia: «Esprimo un plauso particolare al collega, che nonostante il difficile lavoro all’interno del carcere sotto organico e con grandi problemi, anche fuori dalle mura del penitenziario ha fatto più del suo dovere per il rispetto dell’ordine e della legalità».

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