i timori di coldiretti

Agricoltura, è allarme siccità. In Bergamasca riserve idriche in calo del 65 per cento

Rispetto alla media del periodo 2006-2020, il bacino del Brembo si è ridotto del 75%, quello del Serio del 59% e quello dell’Oglio del 61%

Agricoltura, è allarme siccità. In Bergamasca riserve idriche in calo del 65 per cento
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Acqua e neve scarseggiano in Bergamasca e gli agricoltori adesso, a fronte di riserve idriche che in media segnano un calo del 65 per cento rispetto agli anni precedenti, iniziano seriamente a temere lo spettro della siccità.

Secondo un’analisi di Coldiretti Bergamo, elaborata sull’ultimo bollettino diffuso da Arpa Lombardia, il lago d’Iseo ha una percentuale di riempimento del 19 per cento. Anche lo stato delle riserve idriche è preoccupante, con i bacini di riferimento per l’agricoltura bergamasca che, rispetto alla media del periodo 2006-2020, registrano una diminuzione significativa: il bacino del Brembo è calato del 75 per cento, quello del Serio del 59 per cento e quello dell’Oglio del 61 per cento.

«Speriamo che si verifichi un’inversione di tendenza – commenta il direttore di Coldiretti Bergamo Carlo Loffreda – altrimenti andremo sicuramente incontro a grosse difficoltà. La siccità purtroppo è causa di danni rilevanti, sia dal punto di vista della quantità sia della qualità dei raccolti».

Nonostante l’Italia resti un paese piovoso, con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente, appena l’11 per cento delle precipitazioni viene trattenuto. «Nella nostra provincia – evidenzia l’associazione di rappresentanza - possiamo contare sulla positiva esperienza della cava Moschetta di Pontirolo Nuovo, un bacino che si estende su una superficie di 380 mila metri quadrati per un volume totale di circa 5,5 milioni di metri cubi di acqua, che consente di andare in soccorso alle rogge di Treviglio quando è necessario».

Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità d’irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie è stato elaborato e proposto da Coldiretti e da Anbi un progetto immediatamente cantierabile nel Pnrr. Un intervento strutturale, reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua.

Il progetto prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti, da avviare attraverso procedure di autorizzazione veloci e non complesse. L’idea è di “costruire”, senza usare cemento, sorte di laghetti che conservino l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con importanti ricadute sull’ambiente e sull’occupazione.

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