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Decisioni importanti

Anche i mezzi di trasporto nel mirino dei rincari: il biglietto a Bergamo rischia di salire a 1,50 euro

Il tagliando urbano dell'Atb potrebbe aumentare a 1,40 euro. Ma non è escluso che l'aumento sia di venti centesimi

Anche i mezzi di trasporto nel mirino dei rincari: il biglietto a Bergamo rischia di salire a 1,50 euro
Attualità Bergamo, 18 Giugno 2022 ore 15:40

Che i mezzi del trasporto pubblico locale fossero destinati a un rincaro, già si sapeva. È l'ammontare di questo rincaro che ancora non si sa: in città il costo del biglietto urbano (da una zona) è fermo a 1,30 euro dal settembre 2014, ma ci si aspetta un aumento dell'otto o nove per cento. Che si traduce con dieci centesimi in più, ma forse anche venti.

Una situazione affatto chiara, come riporta anche L'Eco di Bergamo nella giornata di oggi (18 giugno). Sicuramente, 1,50 euro al biglietto è un prezzo che si cercherà di evitare, ma non è nemmeno da escludere. Soprattutto se consideriamo che negli ultimi otto anni non è mai stato applicato alcun ritocco. Per capirci meglio, si attende la delibera d'inquadramento generale che verrà fornita da Regione Lombardia il prossimo mese, nonché ulteriori notizie sui contributi statali al trasporto pubblico locale per capire quale sarà l'ennesimo rincaro a cui andremo incontro.

Certo è che pandemia, guerra e tutti i successivi aumenti (come il prezzo del carburante) non hanno facilitato il lavoro delle aziende di trasporto, che starebbero premendo per ottenere aumenti più importanti dei “soli” dieci centesimi. Secondo i dati relativi al primo trimestre del 2022, mancherebbe ancora un buon 25 per cento di abbonati degli anni precedenti al Covid. Sebbene ci siano dei segnali di ripresa, solamente a settembre sarà possibile stabilire se c'è davvero una inversione di marcia oppure no.

Dall'altra parte, invece, ci sono le amministrazioni politiche, che preferirebbero limitarsi al minimo indispensabile. Forse perché nei prossimi due anni è previsto un rinnovo sia in Regione che a Palazzo Frizzoni e nessuno ha intenzione di vedersi attribuita la responsabilità dei rincari, vista la vicinanza temporale con le prossime elezioni. Insomma: che sia di dieci o venti centesimi, quel che è certo è che gli utenti del trasporto pubblico saranno costretti a pagare di più per usufruire del servizio.

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