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Bergamo lavora alla nuova stazione, ma serve l'accordo entro primavera e la fine lavori nel 2026

50 milioni arrivano dal Pnrr e impongono tempistiche tassative. Nel progetto, un mirador verso Città Alta e due nuovi edifici

Bergamo lavora alla nuova stazione, ma serve l'accordo entro primavera e la fine lavori nel 2026
Attualità Bergamo, 10 Settembre 2022 ore 10:43

Il risultato dovrà essere di qualità e incidere sulla quotidianità dei cittadini di Bergamo e di chi si reca nel capoluogo, quotidianamente o occasionalmente. Per realizzare la nuova stazione, chiamata “europea”, di Bergamo c’è bisogno del contributo di tutti, non solo dal punto di vista economico. E a fare il punto della situazione su progettazione e avanzamento dell'iter, oggi (10 settembre), è L'Eco di Bergamo.

I finanziamenti

I soldi sembra stiano arrivando, con uno stanziamento da 50 milioni del Pnnr, 50 di Rfi, 54 tra Comune e Provincia, nonché almeno 20 (anche se ne erano stati chiesti altri 50) da Regione.

Ma gli investimenti non bastano, è bene anche avere chiaro in mente l’iter, non semplice, da seguire. In particolare, attualmente la Giunta sta lavorando all’Accordo di programma, come ha spiegato l’assessore Francesco Valesini a L’Eco, aggiungendo: «Il percorso non è semplice. È fondamentale realizzare un intervento di qualità che da un lato incida in modo importante sulla mobilità cittadina e non, e dall’altro funga da volano per l’intera area di Porta Sud. Per questo la stazione europea, con le sue caratteristiche di polo intermodale, è assolutamente centrale e strategica».

Gli step per la realizzazione

La sollecitazione a lavorare bene, ma anche velocemente, viene in parte dalla presenza di fondi fondamentali vincolati al Pnrr, che impone la realizzazione entro novembre 2026. Tassativo. È quindi importante che l’Accordo di programma, in trattazione dal marzo 2022, quando alla Giunta era stato affidato tale compito, venga firmato entro la primavera. Solo in questo modo sarà possibile proseguire con gli ulteriori step fino all’apertura e, si spera, conclusione del cantiere nei prossimi tre anni. Il tempo, per un intervento così ampio, non è molto.

Vero è che la prima bozza, quella elaborata da Rfi in confronto con il pool di progettisti guidati dallo spagnolo Francisco Mangado, incaricato dal Gruppo Vitali, c’è e sarà seguita per la progettazione definitiva. Sempre che le nuove elezioni Regionali non blocchino momentaneamente l’iter. Meglio sarebbe quindi completare questo passaggio prima.

Il cosiddetto "Mirador" previsto nel progetto

Il progetto

Due nuovi corpi a ponte che abbracciano su entrambi i lati l’attuale stazione saranno la prima novità visibile a tutti, sempre se si seguirà la bozza attuale. L’edificio di sinistra (guardando la stazione) sarà destinato a funzioni prevalentemente d’interscambio, quello di destra a servizi per i viaggiatori e galleria commerciale. Il piatto forte arriva con il “Mirador”, una piazza sopraelevata, una terrazza aperta verso Città Alta.

La stazione, datata 1857 e quindi vincolata, non verrà toccata, ma inglobata da queste nuove strutture. Per arrivare ai binari, si salirà prima (con scale e percorsi meccanici) al livello dei nuovi edifici, per poi ridiscendere. Verrà invece mantenuto il sottopasso verso via Gavazzeni dell’attuale stazione, destinata a raccordare i nuovi fabbricati con funzioni ancora da definire nel dettaglio. Attualmente, il confronto su alcuni aspetti problematici o migliorabili della bozza sono ancora in corso.

Le proposte di Atb

Verranno anche prese in considerazione le proposte avanzate da varie parti, come Atb. L’azienda ha elaborato una proposta per la nuova stazione delle autolinee. Il progetto prevede un piazzale dalla forma ovale, molto semplice, con una trentina di stalli nell’area compresa tra i binari e via Gavazzeni. Inoltre, sempre Atb ha lanciato l’idea di trovare e creare un elemento di fusione intelligente dei diversi mezzi che, da varie direzioni, arrivano e arriveranno alla stazione. L’ipotesi è quella di creare una vera e propria struttura sopraelevata, che, partendo dal terminal dei bus e raccordandosi alla futura stazione ferroviaria, arrivi al capolinea dei tram (all’attuale si dovrebbe aggiungere anche la linea T2), alla fermata del Bus rapid transit per Dalmine-Verdello stazione (Brt, anche questo da realizzare con i fondi del Pnrr), e infine in via Bono. Si avranno ben più dei 128 mila metri quadrati interessati dallo scalo merci. Bergamo potrà vantare, e soprattutto godere, una stazione nuova, efficiente, capace di connettere nuovi e vecchi sistemi e linee di trasporto pubblico.

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