lunedì 12 luglio

Dopo l'aggressione omofoba, il presidio di solidarietà alla Fara: «Violenze inammissibili»

La manifestazione si svolgerà alle 18.30 e la Fara sarà rivendicata come «un luogo sicuro per tutti»

Dopo l'aggressione omofoba, il presidio di solidarietà alla Fara: «Violenze inammissibili»
Attualità Bergamo, 08 Luglio 2021 ore 11:21

Bergamo torna in piazza, lunedì 12 luglio, per condannare tutti gli episodi di violenza che hanno come matrice comune l’odio e l’intolleranza omo-lesbo-bi-transfobica. Il presidio di solidarietà si svolgerà alle 18.30 alla Fara, dove un minorenne è stato picchiato e rapinato un sabato sera mentre era in compagnia del fidanzato e di amici.

«Esprimeremo tutto il nostro supporto al ragazzo aggredito circa due settimane fa, preso a calci e pugni al grido di “frocio” nel corso di un tentativo di rapina – spiega il Comitato Bergamo Pride -. Ma anche tutta la nostra solidarietà a Samuel Luiz Muñiz (ammazzato a calci e pugni fuori da una discoteca a La Coruña perché gay) e a tutte le associazioni Lgbtqi+ spagnole che in questi giorni stanno riempiendo le piazze per manifestare contro i crimini d’odio basati su orientamento sessuale e identità di genere».

La manifestazione è organizzata con il sostegno del tavolo permanente contro l'omo-lesbo-bi-transfobia del Comune di Bergamo e delle associazioni che aderiranno. La Fara sarà rivendicata come «un luogo sicuro per tutti». Per questa ragione i promotori chiedono ai partecipanti di munirsi esclusivamente di bandiere arcobaleno e di portare un telo per sedersi sull’erba pacificamente.

Svariati gli episodi d’intolleranza denunciati nell’ultimo periodo, da una bandierina arcobaleno bruciata fino agli insulti durante il Pride del 12 giugno scorso.

«È inammissibile dover assistere a violenze di questo tipo – aggiungono - i cittadini di Bergamo, d’Italia e d’Europa devono essere liberi di camminare per strada senza il rischio di subire un’aggressione perché stanno baciando o tenendo per mano la propria compagna o il proprio compagno. Le sorelle trans devono sentirsi al sicuro quando si recano alla macchina la sera per tornare a casa, anziché essere costantemente molestate verbalmente e fisicamente».

«Chiediamo infine ai partecipanti di spostarsi insieme da Città Bassa a Città Alta – conclude il Comitato - per costruire una rete di auto-tutela e di non cedere a provocazioni strumentali, nonché a contattare l’organizzazione in caso di eventuali problemi».