Non solo cerimonie

Dopo tre anni possiamo dirlo: il mostro Covid è vinto. Ma noi abbiamo perso

Durante la guerra a "mani nude" contro il virus, la promessa era che le cose sarebbero cambiate. Tre anni dopo, la Sanità è messa peggio di allora

Dopo tre anni possiamo dirlo: il mostro Covid è vinto. Ma noi abbiamo perso
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di Andrea Rossetti

Era il 17 marzo 2020. Scrivevamo: «Bergamo non canta. Mentre nelle altre città italiane i flash mob sui balconi sono diventati quasi un rito, qui è il silenzio a vincere, rotto soltanto dalle sirene delle ambulanze. Bergamo non canta, conta. I morti. A Bergamo si resta a casa perché si stanno vedendo le conseguenze reali della pandemia. Si resta a casa perché si prega affinché le chiese possano finalmente svuotarsi di bare e gli ospedali di persone intubate. Si resta a casa perché gli ospedali non hanno più posti e medici, infermieri e operatori sanitari sono sfiniti, allo stremo. Si resta a casa perché, con le finestre chiuse, le sirene delle ambulanze bucano meno i timpani e questo regala qualche ora di sonno in più senza incubi. Quando tutto questo sarà finito, ci sarà da festeggiare. Ma soprattutto da ricordare. Allora, forse, Bergamo canterà, ma sarà comunque un canto di dolore più che di liberazione».

«Come un'influenza stagionale»

Tre anni esatti dopo, 17 marzo 2023: Guido Bertolaso, attuale assessore al Welfare di Regione Lombardia, annuncia che, per la prima volta dall’inizio della pandemia, non c’è nemmeno un ricoverato per Covid nelle terapie intensive degli ospedali lombardi.

«È sicuramente merito della campagna vaccinale - ha commentato Bertolaso -, che ci ha permesso di tornare alla vita, ma anche il segno che sono migliorate le cure contro questo maledetto virus. È un risultato che sembrava impossibile tre anni fa».

Nelle stesse ore, a Ginevra (Svizzera), Michael Ryan, direttore delle emergenze dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), diceva: «Stiamo arrivando a un punto in cui possiamo guardare al Covid-19 nello stesso modo in cui guardiamo all’influenza stagionale: una minaccia per la salute, un virus che continuerà a uccidere, ma un virus che non sta sconvolgendo la nostra società o i nostri sistemi ospedalieri. Io credo che succederà quest’anno».

Il mostro Covid è vinto

Sono parole e dati che aspettavamo da tanto, tantissimo. E significativamente e simbolicamente giunti proprio poche ore prima della Giornata in memoria delle vittime della pandemia, certificando ciò che, in realtà, la nostra quotidianità ci aveva già detto: il Covid è vinto.

Non la malattia in sé e per sé - la quale, nelle sue mutate e mutevoli forme, resta e resterà e causerà ancora infezioni e morti -, ma il Covid come “mostro” che è arrivato e ha stravolto tutto e travolto tutti.

Sanità, non è cambiato niente. Anzi...

Oggi non abbiamo più paura di lui, tutto è finito. Il 18 marzo 2023 è stato il giorno che, tre anni fa, ci auguravamo di poter festeggiare. Ma non lo abbiamo fatto. E non soltanto perché il ricordo delle persone care strappate al nostro affetto è ancora più vivo che mai, ma perché, sebbene il virus sia stato battuto, noi abbiamo perso.

Tra tutto ciò che, in quei tremendi e bui mesi del 2020, non ha funzionato, la Sanità è sicuramente in cima alla lista (...)

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