Dove sono finiti?

E alla fine gli ortodossi romeni di Bergamo hanno trovato una nuova casa

Dopo il braccio di ferro con Regione, da settembre 2023 la Diocesi gli ha concesso in uso gratuito la chiesa di via Maglio del Lotto

E alla fine gli ortodossi romeni di Bergamo hanno trovato una nuova casa
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di Andrea Rossetti

Che fine hanno fatto gli ortodossi rumeni? È la domanda che molti si sono posti il 21 giugno, quando nella chiesetta agli ex Riuniti si è insediata la nuova Consulta regionale per l’integrazione e la promozione del dialogo interreligioso.

Fino all’estate scorsa, infatti, lì pregava la comunità cristiana orientale guidata da padre Gheorghe Velescu, che in più di un’occasione - e nonostante le numerose diffide ricevute da Regione - aveva rimarcato la volontà di non andarsene.

In realtà, senza troppi proclami, da settembre 2023 gli ortodossi rumeni si sono spostati in via Maglio del Lotto, nella chiesa di San Tommaso Apostolo, un tempo gestita dalle Ancelle di Gesù.

A confermarlo è padre Bogdan Filip, nuovo parroco della comunità romena ortodossa di Bergamo che ha sostituito padre Velescu: «Lui è andato in pensione un anno fa circa. Dati i problemi legati alla chiesetta agli ex Riuniti, quando mi sono insediato mi sono confrontato con la Diocesi di Bergamo e ci è stata proposta questa sistemazione. Non paghiamo un affitto, si tratta di uso gratuito. Del resto, siamo una comunità abbastanza numerosa: ogni domenica ci sono almeno un centinaio di persone qui a pregare, che arrivano fino a trecento in occasione delle ricorrenze più sentite».

Il braccio di ferro con Regione

Problema risolto, dunque. Eppure ci sono voluti quattro anni e mezzo affinché si arrivasse a questa soluzione. Teoricamente, infatti, la Consulta interreligiosa avrebbe potuto insediarsi già nel 2019, ovvero quando Regione la ideò in parallelo alla decisione di stanziare oltre mezzo milione di euro per rientrare in possesso della chiesetta agli ex Riuniti, che soltanto pochi mesi prima aveva messo all’asta (attraverso la Asst Papa Giovanni XXIII) e aveva - di fatto - venduto all’Associazione Musulmani di Bergamo, la quale se l’era aggiudicata presentando l’offerta più alta. Ma padre Velescu non aveva la minima intenzione di andarsene.

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