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Gli albergatori temono il ritorno della tassa di soggiorno: «Affitti brevi agevolati, regole da rivedere»

I timori di Ascom: «Il turismo non può farsi carico delle maggiori spese sostenute dalle amministrazioni»

Gli albergatori temono il ritorno della tassa di soggiorno: «Affitti brevi agevolati, regole da rivedere»
Attualità Bergamo, 29 Aprile 2022 ore 12:46

La recente introduzione (o reintroduzione) dell’imposta di soggiorno in alcune delle più gettonate località turistiche bergamasche alimenta le preoccupazioni degli albergatori.

La tassa ha fatto ritorno, infatti, a Foppolo, San Pellegrino Terme, oltre che nella maggior parte dei paesi del Sebino, ad eccezione di Riva di Solto e Castro, dove per altro entreranno in vigore regolamenti e tariffe diversi.

«Il timore è che le amministrazioni comunali possano ricorrere all’imposta di soggiorno per coprire le maggiori spese di energia e gas, motivazione che non dovrebbe costituirne certo il presupposto - commenta Alessandro Capozzi, presidente del gruppo albergatori di Ascom Confcommercio Bergamo -. Preoccupa, inoltre, che i regolamenti presentino, come purtroppo accade in alcuni casi, condizioni di vantaggio per gli affitti brevi rispetto a hotel, affittacamere e bed&breakfast, generando così una forma di concorrenza sleale a vantaggio di redditi che non ricadono spesso né sul territorio, né sull’occupazione».

La nuova introduzione dell’imposta tocca anche il comune di Selvino, tra le località più apprezzate, dove si va da 1 a 2,50 euro per i primi sette giorni di soggiorno. E proprio al Comune di Selvino Ascom Confcommercio Bergamo si è rivolta nei giorni scorsi chiedendo una revisione del regolamento approvato per equiparare tutti gli ospiti delle diverse soluzioni di alloggio, visto che è previsto l’azzeramento della tassa per gli affitti brevi.

«Alla luce dei rincari che toccano le amministrazioni locali, occorre che il governo ridisegni la politica dei trasferimenti - commenta Oscar Fusini, direttore di Ascom Confcommercio Bergamo -. Non è pensabile che i Comuni vengano lasciati soli a sostenere maggiori spese, scaricando sulla fiscalità locale i maggiori oneri sostenuti, come per le addizionali Irpef. Questi aumenti neutralizzano la riforma fiscale introdotta e gravano sulle tasche dei cittadini e dei turisti, già messe a dura prova».

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