l'allarme di Coldiretti

Grandine e violente raffiche di vento: ingenti danni ai vigneti, agli oliveti e alle serre

La grandinata ha investito con particolare violenza le colline intorno a Grumello. Nella Bassa campi di mais sono stati "allettati" dal vento

Grandine e violente raffiche di vento: ingenti danni ai vigneti, agli oliveti e alle serre
Attualità 09 Luglio 2021 ore 09:20

Alberi abbattuti, tetti scoperchiati, rami spezzati e strade allagate. Nubifragi e trombe d’aria ieri, giovedì 8 luglio, hanno investito diversi paesi della provincia, colpendo anche le coltivazioni nelle zone collinari.

Una violenta grandinata, con epicentro la collina di Grumello del Monte, ha interessato i comuni di Carobbio degli Angeli, Chiuduno, Castelli Calepio, Gandosso e Sarnico. Una vera e propria tempesta di ghiaccio che si è abbattuta sui vigneti, ma ad essere investito da grandine e vento è stato anche qualche oliveto, già in sofferenza a causa della siccità.

«Non avevo mai assistito a una grandinata così intensa e violenta – racconta Luigi Invernici, titolare di un’azienda vitivinicola a Chiuduno -. I chicchi erano grossi come palline da tennis e in 5 minuti hanno triturato le foglie delle viti. Su circa 8 ettari di vigneto stimiamo un danno dell’80-90 per cento. La produzione di quest’anno è andata completamente persa, stiamo lavorando per cercare di salvare le viti il prodotto del prossimo anno».

Ingenti anche i danni arrecati alle serre dalla grandinata di mercoledì (7 luglio). «In poco più di 15 minuti mi ha bucato 5 ettari di serre – spiega Roberto Belussi, titolare di un’azienda orticola a Chiuduno – dove coltivo prevalentemente valeriana e un po’ di spinacino. Non sono state danneggiate solo le strutture, ma anche le colture».

Nella Bassa Bergamasca, nella zona di Arzago d’Adda, Canonica d’Adda, Fara Gera d’Adda, Arcene, Brignano Gera d’Adda e Verdello il maltempo di giovedì ha scoperchiato i tetti di stalle e capannoni e allettato i campi di mais.

«Questi eventi si sono verificati in un momento delicato per le coltivazioni – osserva il direttore di Coldiretti Bergamo, Carlo Loffreda –. La grandine è l’evento più pericoloso per le campagne, distrugge in pochi minuti il lavoro di un anno intero. Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo».