11 luglio 2021: campioni d'Europa

Il racconto fotografico della notte in cui la gioia ha abbattuto i muri del Covid

Ragazzi e ragazze hanno riempito il centro di Bergamo, abbracci e sorrisi dopo un anno di abbracci vietati e sorrisi nascosti. Le splendide foto di Davide Limonta

Il racconto fotografico della notte in cui la gioia ha abbattuto i muri del Covid
Attualità Bergamo, 16 Luglio 2021 ore 12:36

di Andrea Rossetti

Come quando si scuote una bottiglia di spumante. Solo che, invece che un’esplosione di bollicine, è stata un’esplosione di gioia, vita, festa. Con tutto ciò che ne consegue, ovviamente. Non c’erano calici a raccogliere tutto quel ben di Dio: quando Donnarumma, la sera dell’11 luglio a Wembley, ha parato il rigore di Saka, lo spumante s’è riversato per le strade di Bergamo (e d’Italia) senza alcun controllo.

La pandemia c’era e c’è, non ce la siamo dimenticata. Ma che si poteva fare? Era come se tanti non aspettassero altro dal febbraio 2020. È stata una riscoperta dei luoghi e degli spazi, degli abbracci e delle voci. Il tappo è saltato, le bandiere tricolore son state tolte dai balconi su cui erano state appese un anno e mezzo fa e si son trasformate in mantelli, in vessilli da mostrare orgogliosamente al mondo. Questa volta sì che è andato tutto bene. Non sappiamo se tutto questo avrà delle conseguenze. Incrociamo le dita. Speriamo che i vaccini si dimostrino lo scudo migliore. Diciamo che sarà un bel test, per loro.

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Intanto, però, restano quei fotogrammi di vita che ci hanno travolti. In questa pagina abbiamo raccolto una serie di bellissime foto scattate da un giovane fotografo bergamasco, Davide Limonta, e che raccontano in maniera perfetta quella sera, quella notte. Raccontano la caduta dei muri psicologici issati in un anno e passa di pandemia, il valicamento (come si direbbe nel salto con l’asta) delle paure e dei limiti. È stata una notte di libertà vissuta surfando sulle onde sonore del grido: «Campioni d’Europa!». Cori, fumogeni, caroselli, clacson, eccessi. Come se quella straordinarietà che ci era concesso vivere una volta ogni tanto prima del febbraio 2020, improvvisamente, si sia concentrata tutta in una notte.

Bergamo, la placida e “vecchia” Bergamo, ha vissuto le sue ore di delirio, trasportata dall’entusiasmo giovane di centinaia e centinaia di ragazze e ragazzi che hanno riempito il centro proprio nei momenti in cui Chiellini alzava al cielo il trofeo. Una notte, una sola.

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