Attualità
Serata di festa

Inaugurato a Curno l'Auditorium De Andrè, con Dori Ghezzi e (finalmente) musica dal vivo

Momenti di emozione e commozione, con gli Ottocento che hanno suonato live dopo tantissimo tempo

Inaugurato a Curno l'Auditorium De Andrè, con Dori Ghezzi e (finalmente) musica dal vivo
Attualità Mozzo e Curno, 24 Maggio 2021 ore 10:37

di Monica Sorti

Con gli Ottocento è tornata la musica dal vivo per la serata inaugurale dell’auditorium di Curno intitolato a Fabrizio De Andrè, con un’ospite d’eccezione. Alla presenza di Dori Ghezzi, compagna del poeta cantautore, si è infatti aperto per la prima volta il sipario della nuova struttura, davanti a una cinquantina di abitanti del paese, numero ridotto per rispettare le limitazioni imposte dal Covid. Due ore di suoni e parole coinvolgenti, toccanti, con le note che trasformano in ritmo la poesia.

Presenti Paolo Pelliccioli, sindaco di Mozzo; Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, con la moglie Cristina Parodi; Marta Piarulli, assessore del comune di Treviolo; la professoressa Maria Lina Mazzoleni, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Curno e di Mozzo; oltre a tutto il gruppo consiliare di Vivere Curno. «Non avremo un’inaugurazione classica, quella è stata fatta a inizio anno - ha spiegato il sindaco Luisa Gamba -. Ma apriremo per la prima volta questo sipario alla cultura, alla poesia, alla musica e al pensiero».

9 foto Sfoglia la gallery

Il sindaco ha aggiunto che questa inaugurazione è fonte di grande emozione. «La sera in cui, come gruppo consiliare, abbiamo pensato a chi intitolare l’auditorium, sulle labbra di tutti è arrivato all’unisono il nome del grande poeta e musicista Fabrizio De Andrè. In questi giorni, riflettendo su questa singolare situazione, perché non è che ci capita molto spesso di essere tutti d’accordo su una cosa, ho pensato che la ragione la si può trovare nel fatto che Fabrizio, con la sua musica e le sue parole, non ha solamente intrattenuto e fatto riflettere, ma è entrato nell’anima di tutti coloro che hanno avuto e che hanno ancora oggi la fortuna di ascoltarlo. Con la sua arte ci ha insegnato a guardare le persone per quello che sono. Ha saputo dare dignità, leggerezza e dolcezza all’esistenza di donne e di uomini che hanno, loro malgrado, una vita difficile e dolorosa».

Dori Ghezzi ha esordito sottolineando la sua difficoltà a parlare in pubblico, nonostante i lunghi anni di carriera. «Ho sempre amato il mio pubblico ma non amavo salire sul palco. Stasera, invece, devo proprio inaugurarne uno. È bello questo fatto, anche se l’inaugurazione è stata già fatta e la sindaca si sentiva quasi in colpa quando me lo ha spiegato. Ma non ha importanza. Anche per i matrimoni si fanno quelli civili e poi quelli spirituali. Questa sera facciamo questo matrimonio spirituale, che mi piace ancora di più».

Dopo essersi complimentata per la bellezza architettonica della struttura, Ghezzi ha aggiunto: «Sono contenta di essere qui, stiamo superando questo momento difficile per il quale voi avete pagato lo scotto più alto in modo esemplare, e vi sono particolarmente vicina. Gli Ottocento fanno pare di una serie di cover band che ci sono in Italia e che io già conoscevo, e l’occasione per incontrare un gruppo che stimo molto è uno dei motivi che mi hanno spinto ad essere presente a questa serata».

Grande emozione anche tra la cover band, oltre che per la presenza di Dori Ghezzi, anche per il fatto di essere tornati nuovamente su un palco dopo il lungo stop imposto dalla pandemia. Il sindaco ha poi riservato un grazie speciale all’assessora Paola Bellezza, che si è dedicata anima e corpo a ideare e realizzare queste giornate di parole e musica, insieme ai volontari del Tavolo per la Cultura.