Molti dubbi

La Treviglio-Dalmine: quattrocento milioni per risparmiare quattro minuti

La Terzi (Regione) accelera, ma il presidente della Provincia Gandolfi frena: «Il suolo è sempre più prezioso, pensiamoci bene»

La Treviglio-Dalmine: quattrocento milioni per risparmiare quattro minuti
Pubblicato:
Aggiornato:

di Paolo Aresi

Quindici chilometri e mezzo di autostrada per quattrocento milioni di euro (al 2019, in realtà con i rincari dell’ultimo anno si rischia di andare molto oltre). Significa che ogni chilometro viene a costare circa 26 milioni di euro: una cifra che fa girare la testa ai sindaci dei Comuni interessati, a Legambiente, alla Coldiretti, al Comitato trevigliese (e non soltanto) “Cambiamola”. È il costo dell’autostrada che qualcuno vorrebbe costruire da Treviglio a Dalmine e per la quale la Regione ha approvato il piano di fattibilità. Non soltanto, la Regione aveva anche considerato un contributo di 146 milioni di euro in modo da “calmierare” il costo del pedaggio autostradale. Un’operazione che lascia pesantemente perplessi.

«Un progetto devastante»

Dice il presidente di Coldiretti Bergamo, Alberto Brivio: «La nostra organizzazione è fortemente contraria a questa iniziativa, al di là delle questioni finanziarie e di mobilità. Prima ancora di queste ragioni. Un progetto di questo tipo è devastante per il territorio, non soltanto impattante. Devastante. Soprattutto nel contesto attuale, dopo pandemia e guerra, considerando anche i mutamenti climatici in atto. Tutte le organizzazioni mondiali ed europee mettono in guardia, raccomandano attenzione perché potrebbe arrivare una grande crisi alimentare. E noi cosa facciamo? Andiamo ad asfaltare un altro bel pezzo di pianura. Già la Brebemi ha portato via una bella fetta di suolo fertile, altro terreno prezioso se lo stanno mangiando i capannoni della logistica, venuti di conseguenza. E si vuole fare lo stesso per un’autostrada bergamasca di dubbia, dubbissima, utilità? Stiamo diventando la provincia della logistica. Noi come Coldiretti, ripeto, siamo contrarissimi. E pensiamo che questo investimento avrebbe potuto essere molto utile altrove, che i 146 milioni di euro della Regione potrebbero essere decisivi per infrastrutture davvero importanti, ad esempio nelle nostre valli, oppure per qualificare l’attuale Bergamo-Treviglio, la statale 42». Ma Brivio insiste sulla questione alimentare, dice: «La nostra capacità di produzione autonoma di alimenti è già ridotta, per alcune materie è deficitaria: con un ulteriore e dissennato consumo di suolo si aprirebbe la strada all’importazione di alimenti privi degli standard di sicurezza che possiamo assicurare con i nostri prodotti (la crisi del grano, come quella dei microchip dovrebbe insegnare). Insomma: quanto siamo disposti a perdere in sicurezza alimentare e ambientale in cambio di qualche minuto risparmiato per raggiungere la periferia di Treviglio o di Dalmine?». Domanda importante.

La tangenziale di Verdello in costruzione

Legambiente già all’attacco

Legambiente spara ad alzo zero, condanna senza alcun dubbio l’infrastruttura e attacca, se la prende anche con i metodi utilizzati dalla società protagonista della vicenda, la “Autostrade Bergamasche” per incontrare i Comuni del territorio ed, eventualmente, convincerli. «Abbiamo scoperto che “incontrare i territori” significa per Autostrade Bergamasche andare nei singoli comuni a discutere revisioni e miglioramenti, mentre nei giorni scorsi il presidente della Provincia ha chiesto alla società che vorrebbe realizzare l’autostrada di riaprire la conferenza dei servizi, che non è una contrattazione singola, ma plurale... questo metodo - andare a bussare alla porta di ogni sindaco promettendo opere compensative - l’abbiamo già visto in altre occasioni e speravamo di non vederlo più: una trattativa personalizzata sulle possibili compensazioni (qualcuno le chiama regalie) e la totale mancanza di analisi del progetto nella sua complessità, che analizzi tutte le problematiche. Questo metodo era già stato provato dal vecchio presidente della Provincia, Ettore Pirovano, che aveva aumentato numero delle rotatorie compensative per strappare qualche “sì” in conferenza dei servizi, come il caso di Ciserano».

La Provincia frena: «Pensiamoci bene»

La Provincia di Bergamo ora chiede la riapertura della conferenza dei servizi con tutti i Comuni interessanti. Ma la Autostrade Bergamasche, dice il comunicato di Legambiente, «risponde che la conferenza dei servizi ci sarà dopo che sarà stato fatto il progetto definitivo-esecutivo. Solo dopo “ci saranno da fare i passaggi di carattere ambientale”, come se fossero un’appendice e non una parte fondamentale di un progetto». L’associazione poi critica il progetto affermando che «lo studio commissionato dalla Provincia di Bergamo dimostra, dati alla mano, che esistono altre possibilità per realizzare meglio il collegamento tra Treviglio e Bergamo, usando solo una parte dei 146 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per il progetto autostradale».

Continua a leggere su PrimaBergamo in edicola fino al 14 aprile, oppure in versione digitale cliccando QUI

Seguici sui nostri canali