Attualità
Traffico infernale

Cinquanta minuti da Bergamo a Treviolo: l'odissea per tornare a casa

Tanto ci ha impiegato un nostro lettore da via Angelo Mai al paese della provincia. Denuncia: «Situazione assurda, inaccettabile e offensiva»

Cinquanta minuti da Bergamo a Treviolo: l'odissea per tornare a casa
Attualità Bergamo, 15 Novembre 2022 ore 14:44

Il traffico a Bergamo è un problema, sia per chi si deve muovere fra le vie della città, sia per chi, arrivando o dovendo tornare in provincia, è consapevole del fatto che, se si sa quando si parte, non si può mai prevedere quando si arriva. È successo a un nostro lettore che, nella serata di ieri, lunedì 14 novembre, ha impiegato quasi un'ora per tornare a casa, partendo da via Angelo Mai per arrivare a Treviolo. Il tratto di strada incriminato è, manco a dirlo, la Briantea.

È da diversi giorni che si registrano code chilometriche, che partono già dalla città. Le immagini che abbiamo pubblicato sono eloquenti. Ovviamente, con la Briantea bloccata, il traffico si riversa poi anche in tutte le altre strade vicine, creando ingorghi un po' ovunque pure all'interno dei paesi.

Ma dicevamo del nostro lettore, che scrive: «Questa situazione è assurda, inaccettabile e offensiva verso tutti i lavoratori di Bergamo e limitrofi. Il pezzo di corsia chiusa da giorni non è neanche presidiata. Nessuna forza dell'ordine per regolare i flussi. Assurdo! Un abbandono totale verso i cittadini, da sempre grandi lavoratori, con dedizione, in quanto Bergamaschi». Allega anche le foto che ritraggono le vie pullulanti di auto. 

La questione va quindi oltre quella del traffico in sé, che a Bergamo, come in ogni altra medio-grande città, non stupisce, ma il problema si incardina anche sui numerosi cantieri e lavori in corso che complicano la vita agli automobilisti. La pioggia di questi giorni peggiora le cose. Tuttavia, il lettore sottolinea come il problema non si presenti occasionalmente, ma abbia carattere sistematico: «Questa situazione si protrae ormai da troppo tempo. Perché ad un normale lavoratore vengono scalate le mezz'ore di ritardo al mattino, ed è costretto a cenare fuori per evitare gli orari di punta, la sera. Risultato? Una perdita di circa 30 euro al giorno».

 

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