Tre testimonianze

Non tutti i non vaccinati sono no vax: c'è anche chi è soltanto confuso

Al di là di quelli scesi in piazza, ci sono tanti indecisi che nutrono legittime perplessità. Abbiamo ascoltato le loro posizioni

Non tutti i non vaccinati sono no vax: c'è anche chi è soltanto confuso
Attualità Bergamo, 31 Luglio 2021 ore 09:25

di Andrea Rossetti (foto di Davide Limonta)

Erano circa in duemila sabato 24 luglio, per le strade di Bergamo, a urlare il loro convinto “no” al Green Pass e ai vaccini. Insultanti paragoni tra la situazione in essere e il nazismo (con tanto di svastiche disegnate sui cartelloni a significare la presunta esistenza di una «dittatura sanitaria») si sono sprecati, trasformando la manifestazione - per di più non autorizzata, per questo la Procura sta identificando i presenti - in un vergognoso festival dell’imbecillità.

Fare di tutta un’erba un fascio, però, è sbagliato. Non tutte le persone che non si sono ancora vaccinate e che nutrono perplessità sui vaccini, o che ritengono il Green Pass una misura ingiusta e sbagliata, sono dei no vax o degli imbecilli. La violenza verbale a cui si sta assistendo, soprattutto sui social, abbraccia tanto i no vax quanto i pro vax e mette in luce una polarizzazione ideologica (e sociale) che certo non aiuta in un momento per tutti delicato e carico di incertezze. L’aumento incredibile delle prenotazioni delle vaccinazioni post annuncio del Green Pass dimostra come ci sia una buona fetta di persone che, finora, non si sono vaccinate per legittimo egoismo e che ora, innanzi al rischio di non poter cenare fuori, abbiano ceduto al “bene comune”. Ma tanti altri indecisi, invece, nutrono perplessità, anche condivisibili se solo venissero ascoltate. Come E.D., educatrice e madre di quattro figli.

«Per ora preferisco aspettare»

«No, non mi sono vaccinata e non ho ancora prenotato il vaccino - ammette -. Non sono una negazionista, a marzo 2020 ho avuto il Covid e me la sono vista davvero brutta. Quindi tutto ciò che può aiutare a fermare la pandemia è ben accetto». E allora perché, davanti alla possibilità di vaccinarsi, vacilla? «Perché non c’è chiarezza. So che la scienza non può fare miracoli, ma si tratta pur sempre di una soluzione trovata da meno di un anno e per combattere un virus che muta. Tra due mesi potremmo scoprire che il virus è cambiato e che questi vaccini non servono più. Sopra una certa età, davanti a un determinato fattore di rischio, ne capisco e ne condivido l’utilità, io stessa ho detto ai miei genitori di farlo, ma su di me e sui miei figli... Perché dovrei far vaccinare mio figlio, di 13 anni, che sta benissimo e che se anche prendesse il Covid non dovrebbe avere conseguenze gravi, quando non si sanno quali effetti a lungo termine potrebbero avere i vaccini?».

Nessuno ha la sfera di cristallo, nessuno può sapere oggi i possibili effetti a lungo termine di un farmaco. Ma è sempre così per ogni nuovo medicinale. Si conoscono, invece, gli effetti a lungo termine del Covid, il cosiddetto “long Covid”, che colpisce i giovani tanto quanto gli adulti. Eppure... «Quando ho avuto il Covid mi hanno dato l’idrossiclorochina - ribatte E.D. -: non ha funzionato e, anzi, mi ha creato altri problemi. Hanno stoppato la cura. Ci hanno provato, non mi sono arrabbiata. Se sto male, accetto di provarle tutte, anche soluzioni nuove. Ma io adesso sto bene e i miei figli anche, quindi preferisco aspettare. Anche se so che, così facendo, sto ponendo me stessa davanti alla comunità. Il problema è che se cerco risposte ai miei dubbi, non trovo posizioni unanime. O comunque chiare. Anche la comunità scientifica è divisa. Se però esprimo queste perplessità in maniera, credo, normale, mi trovo subito vittima della violenza verbale di chi è aprioristicamente favorevole ai vaccini. Credo che gli estremi non vadano mai bene, né da un lato né dall’altro».

«Il Green Pass divide e basta»

E.D., per ora, non ha cambiato idea neppure davanti all’obbligatorietà del Green Pass per fruire di determinate attività: «È un ricatto, una scelta politica e non sanitaria che non condivido per niente. A questo punto, era meglio l’obbligo vaccinale con la previsione di un indennizzo nel caso di complicazioni. Invece così il Governo si scarica di ogni responsabilità ma discrimina chi non è vaccinato. È una decisione che invece che unire acuisce la polarizzazione esistente e fomenta l’odio».

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