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Parenti delle vittime del Covid in presidio a Spirano, ma Fontana non si presenta

Il governatore della Regione aveva annunciato la sua visita per ringraziare il personale sanitario. Presente invece l'assessore alla Sanità Guido Bertolaso

Parenti delle vittime del Covid in presidio a Spirano, ma Fontana non si presenta
Attualità 13 Dicembre 2022 ore 22:39

Una «ammissione di colpa» secondo i componenti del presidio formato dai parenti delle vittime del Covid al grido "Bergamo non dimentica". A Spirano, nel pomeriggio di oggi, martedì 13 dicembre, era in programma la visita del governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana per ringraziare il personale sanitario di quanto fatto durante la pandemia. Ma, come racconta PrimaTreviglio, il governatore ha dato forfait. Si è invece presentato l'assessore lombardo alla Sanità Guido Bertolaso. Per la Regione ci sono anche Lara MagoniClaudia Maria TerziPaolo FrancoGiovanni Malanchini Monica Mazzoleni. Presente anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

Presidio di protesta

«Riteniamo Attilio Fontana responsabile della catastrofica gestione della pandemia da Covid19 che solo nella prima fase ha causato un eccesso di mortalità, nella sola provincia di Bergamo, di 6000 morti. Di questi, con l’istituzione della zona rossa nella bassa Valle Seriana, se ne sarebbero potuti salvare dai 4000 ai 2000. Riteniamo inopportuna la visita a Spirano del presidente uscente, tra l’altro ricandidato, dove ringrazierà il personale sanitario, anch’esso completamente abbandonato dalle istituzioni, in particolare dal governo regionale che negli ultimi anni ha tagliato la sanità pubblica a favore della sanità privata».

Così avevano spiegato i familiari della vittime del Covid dell’Associazione #Sereniesemoreuniti la loro presenza al presidio organizzato da alcuni gruppi e cittadini in occasione della visita del presidente Fontana nella Bassa bergamasca, al PalàSpirà, evento organizzato da Ats Bergamo.

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L'inchiesta della Procura di Bergamo

Con i familiari è presente Consuelo Locati, referente del team legale che ha intrapreso la causa civile anche contro Regione Lombardia.

«Oltre ad evidenziare lo spirito propagandistico della visita - aveva commentato Locati alla vigilia della visita di oggi - va ricordato come noi stessi, avvocati, familiari e tecnici, fummo ascoltati in Commissione regionale d’inchiesta il 5 luglio 2021 e durante la mia relazione, che faceva seguito a quella dell’ex direttore dell’ospedale di Alzano Lombarda dottor Marzulli, i consiglieri di maggioranza Roberto Anelli, Marco Mariani, Alessandra Cappellari, Franco Lucente e Viviana Beccalossi lasciarono pretestuosamente l’aula non dandoci la possibilità di raccontare la verità».

Sulla mancata visita di Fontana, invece, pochi minuti fa ha dichiarato che  è una «vigliaccheria quella di non guardare negli occhi i famigliari delle vittime bergamasche. Non venire qui significa che non ha il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie azioni».

«Bergamo non dimentica»

Al presidio hanno aderito Alzano viva - Cittadinanza Attiva, Associazione familiari vittime Covid19 #sereniesempreuniti, Le radici del sindacato (Cgil), Non una di Meno Bergamo, attivisti, cittadini e cittadine di Bergamo e provincia. Tutti al grido “Bergamo non ha dimenticato”.

«La non presenza di Fontana - ha commentato Consuelo Locati - altro non fa che confermare la sua incapacità di rispondere delle responsabilità della regione che lui preside di fronte ai familiari delle vittime del Covid19 e dimostra altresì che la battaglia che da quasi 3 anni stiamo portando avanti per fare emergere le verità scomode a carico anche delle istituzioni lombarde ha segnato quella che riteniamo sia una prima vittoria. Cioè dimostrare che non si ha il coraggio delle proprie azioni e che è facile parlare senza guardare negli occhi chi fa legittime domande e pretende altrettanto legittime risposte sulla scellerata gestione pandemica e sulla mancata istituzione della zona rossa che è costata tra le 2000 e le 4000 morti in più».

Eliana Como, della Cgil, ha invece detto:

«Colpito e affondato. Fontana non si è presentato perché dice di dormire sonni tranquilli, ma sa bene di cosa è responsabile. Ha anteposto gli interessi di Confindustria e il #bergamoisrunning alla nostra salute pubblica. Con 4000 morti in più sulla coscienza ci credo bene che non ha avuto il coraggio di presentarsi. É la prova provata che non può ricandidarsi alle regionali. Si faccia da parte e affronti le sue responsabilità».

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I ringraziamenti di Ats ai sanitari

Dopo le proteste, l'evento organizzato da Ats si sta svolgendo regolarmente. A fare gli onori di casa il direttore Massimo Giupponi. «Semplicemente grazie, lo slogan di regione Lombardia per questi momenti di ringraziamento dei volontari, di chi ha contribuito in modo attivo all'organizzazione campagna vaccinale. Organizzazione partita da qui, perché il Palaspirà è stato il primo palazzetto nel quale l'allora responsabile della campagna vaccinale Guido Bertolaso scelse di attivare un hub vaccinale. Ringraziamo il sindaco Yuri Grasselli, al quale vanno i ringraziamenti per aver messo a disposizione questo spazio che abbiamo avuto modo di visitare il primo giorno con lo stesso Bertolaso. Ringraziamo però anche tutte le altre sedi di centri vaccinali, da Dalmine a Treviglio, Martinengo e Antegnate. Grazie al dottor Assembergs e al dottor Andrea Ghedi. Ricordiamo anche il grande lavoro dei nostri medici di medicina generale, che attraverso la loro cooperativa hanno gestito due centri vaccinali. Chiudo ricordando l'unico hub vaccinale aperto all'interno di un'impresa, la Same di Treviglio».

La replica di Malanchini: «Sono senza parole»

«Sono senza parole davanti all’ennesima posizione incomprensibile del sindacato che, ancora una volta, preferisce fare polemiche inutili piuttosto che rappresentare i suoi lavoratori e i suoi operai», aveva commentato ieri Giovanni Malanchini, consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia ed ex sindaco di Spirano, che poi aveva aggiunto: «Tra le righe del comunicato, appare poi un’accusa al nome del PalaSpirà, quasi a sbeffeggiare la scelta di un nome in dialetto. La Cgil dimentica però che lo slogan scelto dai bergamaschi durante i mesi più difficili della pandemia era proprio nel nostro dialetto, “MÓLA MIA”. Questo dimostra una mancanza di cultura territoriale da parte della Cgil e una strumentale presa di posizione che lascia davvero allibiti. Bergamo si è salvata grazie alla caparbietà dei suoi cittadini e all’immenso lavoro del personale sanitario, non certamente per merito del sindacato. Regione Lombardia sarà per sempre grata di questo ed esprimerà ancora una volta la sua riconoscenza nei confronti di questi lavoratori».

Il sindaco: «Polemica inutile e sterile»

Le accuse della Cgil non sono piaciute nemmeno al primo cittadino di Spirano Yuri Grasselli, che ha dichiarato: «Dove era la Cgil quando nei primi mesi della pandemia abbiamo lavorato intensamente per mettere a disposizione la nostra struttura per vaccinare il personale sanitario, il personale scolastico e gli over 80? Dove era il sindacato sul nostro territorio a dare un aiuto concreto alla nostra Bergamo ferita a morte? Trovo tutto questo una polemica sterile e inutile. I bergamaschi sono abituati ad abbassare la testa e a lavorare: il ringraziamento ufficiale di Regionale Lombardia è più che doveroso per tutto il loro straordinario impegno. Ai paesani di Spirano queste accuse non toccano minimamente».

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