Attenti agli errori

Personale sanitario sospeso dal lavoro: per 127 non c'era motivo. I sindacati: «Reintegrateli presto»

Cgil, Cisl e Uil: «Ci risultano atti a lavoratori che, a nostro giudizio, non erano obbligati alla vaccinazione»

Personale sanitario sospeso dal lavoro: per 127 non c'era motivo. I sindacati: «Reintegrateli presto»
Attualità 07 Agosto 2021 ore 12:50

Sarebbero 127 gli operatori sanitari bergamaschi, tra medici, infermieri e personale tecnico, sospesi dal posto di lavoro senza che ce ne fosse motivo. A segnalare il caso sono state le segreterie bergamasche delle categorie del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil, in una lettera inviata all’Ats e alle Asst del territorio, oltre che a Regione Lombardia.

«Ci risulta che siano pervenuti atti di sospensione a lavoratori che, a nostro giudizio, non erano obbligati alla vaccinazione o per i quali la sospensione sarebbe dovuta decorrere in momento successivo», si legge nel documento.

Alla base di queste sospensioni ci sarebbe un cortocircuito nella comunicazione dei documenti richiesti dall’Ats per verificare chi, eventualmente, era esente dalla vaccinazione. I casi segnalati dai sindacati riguarderebbero ad esempio operatori sanitari che avevano trasmesso la certificazione di esonero del proprio medico di medicina generale, oppure a cui era stata differita la vaccinazione. O ancora lavoratrici in maternità o personale che per ferie, malattia, o infortuni non sta esercitando ma cui è stato comunque sospeso lo stipendio.

Effettivamente alcuni medici bergamaschi sospesi, dopo ulteriori verifiche, sono già stati reintegrati per problemi burocratici: è emerso che avevano inviato in ritardo la documentazione richiesta, oppure erano stati vaccinati in una regione diversa della Lombardia, o avevano inviato la certificazione a un diverso indirizzo pec. I sindacati chiedono quindi che anche in questi casi l’iter di riammissione al lavoro, in caso di avvenuta vaccinazione, avvenga nel più breve tempo possibile.

«Nei servizi e nei reparti delle Asst, degli ospedali e di tutte le atre strutture sanitarie e socio-sanitarie della nostra Provincia da tempo è emerso prepotentemente il tema degli organici e del reclutamento di alcune figure – ricordano le segreterie del pubblico impiego -. Risulterebbe paradossale ritardare la riammissione di questi professionisti, sia dal profilo organizzativo che da quello retributivo».

A tal proposito, nella lettera si chiede anche che l’eventuale carico di lavoro aggiuntivo, causato alla mancanza del personale non vaccinato, non ricada sugli altri lavoratori, ma che «si integri nel più breve tempo possibile l’organico che manca».