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Ponte San Michele: Provincia e Comuni lecchesi fanno il punto sugli sviluppi futuri

Il viadotto che collega Paderno e Calusco chiuderà al traffico tra nove anni: si pensa a due ponti, uno stradale e uno ferroviario

Ponte San Michele: Provincia e Comuni lecchesi fanno il punto sugli sviluppi futuri
Attualità Ponte San Pietro e Isola, 18 Gennaio 2022 ore 17:08

Entro nove anni il Ponte San Michele, che collega i Comuni di Paderno e di Calusco d’Adda, non sarà più percorribile e a disposizione dei pendolari che, ogni giorno, fanno la spola da una sponda all’altra del fiume, verranno realizzati con ogni probabilità due ponti: uno stradale e una nuova autonoma struttura ferroviaria, che confermi come caposaldo la stazione di Paderno.

Come riportano i colleghi di PrimaMerate, a fare il punto sugli sviluppi progettuali legati all’infrastruttura ci hanno pensato ieri (lunedì 17 gennaio) Alessandra Hofmann, neo presidente della Provincia di Lecco, Mattia Micheli, vicepresidente vicario e consigliere delegato alla Viabilità, il prefetto di Lecco Castrese De Rosa e i sindaci di Paderno, Robbiate e Verderio.

«Abbiamo anche richiesto uno studio del traffico che analizzi l’intero sistema viario provinciale con l’inserimento del Ponte di Brivio – ha spiegato Micheli -, un manufatto essenziale per questa area. Ad Anas, ente competente, è già stata richiesta la sostituzione con un nuovo ponte, nel pieno rispetto dei parametri ambientali».

«Gli esiti di questo studio hanno confermato la bontà dell’azione della Provincia – ha aggiunto il vicepresidente -. In particolare, l’eliminazione di due passaggi a livello in località Sernovella e la realizzazione della tangenzialina di Verderio permetteranno di sistemare alcune problematiche viabilistiche da anni rimaste in sospeso. Stiamo lavorando con la Regione per trovare i finanziamenti necessari».

Provincia e Comuni di Paderno, Robbiate e Verderio sono all’opera per stilare un documento che, nel solco di quanto votato in maniera unanime in consiglio provinciale, serva da corollario per rafforzare l’interlocuzione con gli enti superiori coinvolti.

«Con questo metodo di lavoro e con queste azioni di coordinamento - concludono Hofmann e Micheli - siamo convinti che garantiremo lo sviluppo e la tutela dell’intera Brianza meratese. Azioni non condivise e fughe in avanti rischiano, viceversa, di tramutarsi in accordi al ribasso per il territorio».

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