Ritardi e cancellazioni

Sempre più disagi: qualcuno salvi i pendolari Trenord (francamente è una vergogna)

La chiusura del Passante, con 306 corse soppresse al giorno, è solo la punta dell'iceberg. Da inizio luglio il servizio va ancora peggio del solito

Sempre più disagi: qualcuno salvi i pendolari Trenord (francamente è una vergogna)
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di Andrea Rossetti

Quella che stiamo vivendo è stata definita l’estate nera dei voli: tra prezzi cresciuti a dismisura, scioperi, ritardi, cancellazioni e disservizi, prendere un aereo è diventata roba da cuori forti e nervi saldi. Ma le cose non stanno certo andando meglio se si passa dai cieli alle rotaie. Almeno se si guarda alla Lombardia.

La chiusura del Passante

Da due settimane a questa parte, il già claudicante servizio offerto da Trenord a migliaia di utenti ha avuto un declino che definire imbarazzante è riduttivo. La “tegola” più recente è la chiusura del Passante Ferroviario di Milano. Non un servizio qualunque, bensì quello che consente di unire il capoluogo a diverse altre città, dell’hinterland ma non solo. Trenord aveva inizialmente comunicato che il Passante sarebbe tornato operativo il 26 luglio, invece no: «fino a nuova comunicazione» tutto resterà fermo. E per “tutto” si intendono ben 306 corse al giorno, 196 soppresse totalmente e 110 parzialmente. Con ovvie conseguenze anche su altre tratte e linee regionali.

Lo scontro Trenord-Rfi

Il problema è venuto a galla nel momento in cui Trenord s’è accorta che in 35 mezzi c’è stato un consumo anomalo delle ruote. I convogli sono stati quindi ritirati e messi in manutenzione e si è iniziato a indagare sulla causa di questo consumo anomalo, che sarebbe stata individuata in un tratto «di una rotaia fortemente usurata fra le fermate di Dateo e Porta Vittoria». Una versione però smentita da Rfi (Rete ferroviaria italiana), società che gestisce quei binari, e che ha sottolineato - per ben due volte - come «dalle verifiche fatte non risultano anomalie sull’infrastruttura». Di tutt’altro avviso l’assessore regionale ai Trasporti, la bergamasca Claudia Maria Terzi, che ha ribattuto con durezza: «Il sopralluogo ha appurato che non si tratta di un problema di manutenzione, ma di usura dei binari. Ora invitiamo anche Rfi a svolgere ulteriori verifiche e a intervenire celermente per ripristinare l’infrastruttura nei tratti interessati prima che altri treni debbano finire in deposito».

Un rimpallo di responsabilità nel quale s’è vista costretta a intervenire addirittura la Procura di Milano: i binari sotto accusa sono stati sequestrati il 26 luglio in seguito all’apertura di un fascicolo d’indagine, al momento a carico di ignoti, con l’ipotesi di «pericolo di disastro ferroviario».

Pure i treni hanno caldo

Una situazione ingarbugliata, che rischia di sbloccarsi non prima di un paio di settimane. Mentre Trenord chiede a gran voce a Rfi la sostituzione dei binari, infatti, deve anche pensare ai lavori di riparazione dei 35 convogli le cui ruote sono risultate usurate. Un’operazione che richiederà almeno quindici giorni. Senza considerare che quei mezzi non sono gli unici, al momento, ko. Anche prima del “caso Passante”, infatti, i pendolari stavano riscontrando disagi e disservizi decisamente maggiori a quelli (già di per loro di non poco conto) a cui erano abituati. Tra il 18 e il 21 luglio, infatti, la società ha cancellato ben cinquanta treni per «un piano di manutenzione straordinaria, visto lo stress a cui le temperature hanno sottoposto i convogli». Tutta colpa, quindi, della «ondata di caldo eccezionale». (...)

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