I comportamenti vietati

Siccità, il Comune di Bergamo emette ordinanza contro lo spreco di acqua potabile

La carenza idrica non accenna a diminuire e Uniacque ha dato indicazioni alle Amministrazioni su come affrontarla

Siccità, il Comune di Bergamo emette ordinanza contro lo spreco di acqua potabile
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Irrigare il giardino o il prato si può, ma solo dalle 22 alle 6 e per non più di sessanta minuti. Vietato del tutto, invece, il riempimento di vasche da giardino, piscine private e fontane ornamentali. Non si possono lavare aree cortilizie e piazzali e neanche i veicoli privati, a meno che non si vada all’autolavaggio.

I temporali e gli scrosci improvvisi e altalenanti di questi giorni sono forse bastati a inzuppare i passanti sprovvisti di ombrello, ma di certo non sono stati sufficienti a bloccare l’emergenza siccità, in certe zone della provincia già attiva da inizio giugno (soprattutto la media e alta valle da Almenno a Oltre il Colle). Proprio per questo, il Comune di Bergamo oggi, giovedì 30 giugno, ha promulgato un’ordinanza per il contenimento dell’uso di acqua potabile, indicando i comportamenti non concessi o limitati. La città, si precisa nella nota, vanta sistemi di ricircolo per tutte le fontane a ornamento degli spazi pubblici, oltre a un sistema di depurazione delle acque che garantisce il recupero delle acque bianche e il loro ri-filtraggio.

Le indicazioni arrivano direttamente dalla società Uniacque, il servizio idrico integrato della provincia di Bergamo, che ha individuato, vista la situazione di siccità che permane sul nostro territorio, diverse condizioni di rischio legate alla carenza di acqua. Per ciascuna di queste, Uniacque ha ipotizzato diversi modelli di ordinanze e conseguenti misure di intervento.

Le fasce sono di rischio ordinario, come la città di Bergamo, nel quale la risorsa è disponibile ma bisogna contenere i picchi di consumo; rischio moderato, nel quale la risorsa è disponibile a condizione di ridurre gli usi non essenziali secondo uno schema di comportamenti molto simile a quello del rischio ordinario, ma che arriva a proibire in qualsiasi fascia oraria l’irrigazione dei giardini; rischio elevato, dove la risorsa scarseggia e deve essere razionata.

Allo stato attuale (aggiornato al 28 giugno), nessuno dei Comuni della provincia di Bergamo si trova in una condizione etichettata come rischio elevato. Uniacque avverte però che la situazione è in evoluzione e la molteplicità delle variabili in gioco non permette di fare previsioni certe. In generale, la società ha creato un decalogo per il risparmio dell’acqua consultabile qui.

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