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Siccità, in Bergamasca il 2023 rischia di essere molto peggio del 2022

Tra autunno e inverno poca pioggia e poca neve. Servirebbe un piano d'emergenza e un potenziamento delle strutture idriche

Siccità, in Bergamasca il 2023 rischia di essere molto peggio del 2022
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di Angela Clerici

L’allarme siccità non si è concluso, e non arrivano buone notizie. Il manto nevoso è scarso e, soprattutto, gli scienziati parlano di un ulteriore riscaldamento superficiale dell’oceano Pacifico, che condiziona il clima di tutto il pianeta, Bergamo compresa. Dobbiamo aspettarci un’altra estate torrida? È probabile.

Intanto i bacini e i laghi delle nostre montagne non sono ancora tornati al massimo della loro capienza nonostante le precipitazioni autunnali e invernali. Dicembre è stato un mese abbastanza piovoso in città, più piovoso della media, ma il recupero rispetto ai mesi precedenti è stato ridotto.

Tanto più che la neve è arrivata in montagna, ma in misura piuttosto limitata. A oggi, non abbiamo praticamente neve fino ai 1.350 metri di altitudine. Più in alto siamo sui venti centimetri, per arrivare a quaranta di spessore sui duemila metri. Ancora più su è possibile arrivare a sessanta-settanta centimetri.

Insomma, una coltre bianca piuttosto esigua rispetto a un anno “medio”, sebbene migliore rispetto al gennaio dello scorso anno, quando il manto nevoso era ridotto al lumicino anche alle alte quote. La situazione è molto delicata.

Gli addetti ai lavori consigliano di lavorare sulla possibilità di avere riserve d’acqua, consigliano di raddoppiare i serbatoi che esistono oggi, serbatoi coperti dove l’evaporazione è ridotta al minimo. Serbatoi che si possono ricavare in luoghi naturali o artificiali. Perché probabilmente non nevicherà molto nemmeno in primavera e le riserve bianche saranno quindi abbastanza scarse e si scioglieranno in fretta.

Il rischio è di andare incontro a un’altra fase storica di grande siccità. Il pericolo viene segnalato a livello scientifico dai meteorologi che studiano le variazioni del clima a lungo termine. Magari si fa fatica a crederlo, ma il clima di Bergamo, le temperature e le precipitazioni sulla nostra provincia dipendono molto da come si comporta l’oceano Pacifico tropicale, dove partono le correnti chiamate Niño e Niña. Quando è dominante il primo, la superficie oceanica si scalda di due o tre gradi in più del normale; quando prevale la Niña, invece, si scende di due o tre gradi sotto la media.

Anche per il 2023 pare proprio che stia tornando il Niño e che le temperature, quindi, faranno registrare valori molto alti: c’è chi parla di nuovi record di caldo (...)

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