Il provvedimento

Sospesi 90 infermieri non vaccinati in provincia di Bergamo

La decisione è stata ratificata dall'Ordine degli Infermieri dopo l'invio della lista da parte di Ats. Il presidente della sezione Solitro: «Necessario tutelare i pazienti»

Sospesi 90 infermieri non vaccinati in provincia di Bergamo
Attualità 04 Agosto 2021 ore 14:29

Nella giornata di ieri, martedì 3 agosto, l'Ordine degli Infermieri di Bergamo ha ratificato la sospensione di 90 operatori sanitari non vaccinati contro il Covid, sulla base di una lista inviata dall'Ats, cui spetta verificare l'avvenuta vaccinazione di questa categoria.

Si tratta sia di liberi professionisti che di dipendenti di strutture pubbliche e private, all'inizio i nominativi erano 95, ma 5 persone hanno giustificato la loro situazione all'Agenzia di tutela della salute venendo così rimosse dall'elenco.

«Non è detto che siano no vax: fra loro ci sarà chi è deciso a non vaccinarsi ma anche chi ha altre problematiche decisionali, come nel caso delle donne in gravidanza o in fase di allattamento e magari preferiscono aspettare, ma non impattano sull’organizzazione essendo già a casa in maternità – ha spiegato il presidente della sezione di Bergamo, Gianluca Solitro, in una sua intervista a BergamoNews -. Non ci sono evidenze scientifiche che il vaccino possa mettere a rischio la gravidanza, poi logicamente le decisioni sono individuali, anche dietro il parere del proprio ginecologo. Anche in questi casi la valutazione relativa alla sospensione spetta ad Ats, dove è stata istituita una commissione per decidere in merito. La procedura prevede che, dopo aver ricevuto la comunicazione di Ats, l’infermiere invii la documentazione e se risulterà esaustiva per evitare la sospensione non verrà sospeso, altrimenti si, e l’Ordine dovrà prenderne atto».

Tuttavia, se da una parte Solitro ritiene la sospensione doverosa, in quanto «bisogna tenere presente che la vaccinazione è un atto personale, ma per noi operatori sanitari costituisce una tutela per i pazienti, in modo particolare per quelli più fragili, con cui entriamo in contatto svolgendo la nostra professione», non manca di sottolineare come la sospensione di un certo numero di infermieri (si stima che nella nostra provincia ce ne siano circa 300 non vaccinati su 7.000) possa andare ad incidere in futuro sulla qualità del servizio sanitario, sia per la mancanza di personale che per la necessità che gli operativi si sobbarchino le mansioni e i turni di chi è stato lasciato a casa.