Attualità
La querelle

Tommaso Montesano e il tweet sulle bare di Bergamo, arriva la sanzione dall’Ordine dei Giornalisti

Il giornalista figlio dell’attore Enrico aveva paragonato la foto dei feretri al depistaggio del lago della Duchessa nel caso Moro, suscitando l’ira dei familiari e di alcuni politici bergamaschi

Tommaso Montesano e il tweet sulle bare di Bergamo, arriva la sanzione dall’Ordine dei Giornalisti
Attualità Bergamo, 11 Maggio 2022 ore 15:11

L’Ordine dei Giornalisti ha deciso di sanzionare con la censura oggi, mercoledì 11 maggio, il giornalista Tommaso Montesano per il tweet sulle bare di Bergamo del febbraio scorso, che aveva provocato l’ira dei familiari delle vittime e di politici bergamaschi, tra cui il consigliere regionale del M5S Dario Violi e il deputato della Lega Daniele Belotti, che avevano inviato degli esposti.

Nel tweet dell’8 febbraio di quest’anno Montesano, figlio dell’attore Enrico, aveva scritto: «Le bare di Bergamo stanno al Covid-19 come il lago della Duchessa sta al sequestro Moro». L’intenzione era quella di mettere in dubbio la veridicità della foto del 2020, in cui i militari scortavano le salme delle vittime del virus in altre province affinché venissero cremate. Fatto che aveva suscitato la rabbia e l’indignazione dei parenti, che avevano depositato una querela per vilipendio contro la pietà dei defunti e diffamazione aggravata tramite l’avvocato Consuelo Locati, che li assisteva nella causa civile contro Regione Lombardia ed il Governo.

Il riferimento del giornalista era al falso messaggio diffuso dalle Brigate Rosse per sviare le indagini sul sequestro Moro, in cui si diceva che il corpo del segretario della Democrazia Cristiana si trovava sul fondo del lago della Duchessa, in provincia di Rieti. Il Primo collegio di disciplina territoriale dei giornalisti del Lazio ha motivato la decisione spiegando che Montesano ha «provocato preoccupazione e offesa grave nell’opinione pubblica» e che il paragone con il falso indizio del caso Moro «equivale a sostenere che si trattasse anche nel caso di Bergamo di un falso, di una messinscena», fatto che costituisce una violazione al codice di comportamento previsto dalle leggi sulla stampa.

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