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Troppi disagi e disservizi: i retroscena della rottura tra Comune di Bergamo e Aler

La gestione del patrimonio residenziale passa alla società MM SpA. Il presidente Danesi e la Lega contrattaccano. Ma i dati sono impietosi

Troppi disagi e disservizi: i retroscena della rottura tra Comune di Bergamo e Aler
Attualità Bergamo, 19 Novembre 2022 ore 09:17

di Andrea Rossetti

Una novità non inattesa, ma comunque rilevante. Il Comune di Bergamo ha deciso di affidare, a partire dal 2023, la gestione del patrimonio residenziale pubblico alla società MM Spa. In altre parole, le case popolari di proprietà del Comune non saranno più in mano all’Aler.

Una gestione flop

La collaborazione con l’ente regionale era stata avviata nel 2015. E Palazzo Frizzoni sottolinea come, all’inizio, le cose andassero molto bene: oltre duecento alloggi furono sistemati e assegnati a nuclei familiari in difficoltà. Poi, però, «si è osservata una riduzione dell’efficacia del servizio in termini di manutenzione, aumento della morosità e poca trasparenza nella circolazione dei dati». Tutti problemi che da anni vengono rimarcati anche da sindacati e inquilini delle abitazioni Aler e che si sono acuiti dal 2018 in avanti, anno in cui Fabio Danesi è stato nominato presidente.

Fabio Danesi, presidente di Aler Bergamo-Lecco-Sondrio

Alla fine, questi problemi si sono riflessi anche nel rapporto con il Comune di Bergamo. Del resto, a parlare sono i numeri. Lo scorso marzo, il consigliere regionale bergamasco Niccolò Carretta (Azione), riuscì a ottenere dall’assessorato lombardo alla Casa alcuni dati eloquenti: nel 2021, a Bergamo città Aler ha assegnato appena 12 appartamenti su 89 disponibili e a fronte di ben 1.057 richieste; Palazzo Frizzoni, invece, ha eseguito 30 assegnazioni su 35 case popolari di sua proprietà a disposizione.

Dieci anni con MM Spa

Ecco quindi che la Giunta guidata da Giorgio Gori ha deciso di rompere il rapporto e passare a Metropolitana Milanese Spa, azienda nata nel 1955 come società di ingegneria e che negli anni ha ampliato le sue aree di intervento: dal 2003 gestisce anche il servizio idrico integrato della città di Milano e dalla fine del 2014 si prende cura del patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà di Palazzo Marino. Dal 2020 anche delle attività di facility management e di manutenzione del patrimonio di edilizia scolastica degli impianti sportivi milanesi.

Con il nuovo atto di indirizzo approvato dalla Giunta bergamasca, saranno ben 986 gli alloggi (oltre 1.600 inquilini) che per i prossimi dieci anni saranno gestiti in stretta collaborazione con MM, a fronte di un corrispettivo complessivo di circa quattrocentomila euro.

Monta la polemica (politica)

Ovviamente, la notizia ha sollevato un polverone. Danesi, raggiunto dal Corriere Bergamo, ha detto che quella del Comune è stata «una scelta politica, non certo tecnica. Non è Aler ad aver fatto un passo indietro. Ne prendo atto con dispiacere».

Parole a cui ha fatto subito eco la Lega cittadina, prima con un’interrogazione firmata da Alberto Ribolla, poi con una comunicato a firma di Alessandro Carrara. In sostanza, secondo il Carroccio si è di fronte a una mera «speculazione politica» fatta «sulla pelle dei cittadini». Palazzo Frizzoni avrebbe colto la palla al balzo per utilizzare «la questione Aler per attaccare indirettamente Regione Lombardia» in vista delle prossime elezioni.

Una tesi che reggerebbe se la rottura fosse arrivata per decisione unilaterale del Comune. Quest’ultimo, però, smentisce in modo netto (...)

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