Il fenomeno

Una volta qui era tutta campagna: nel 2020 spariti 113 ettari nella Bergamasca

La pandemia non ha rallentato il fenomeno, il verde ha ceduto il posto a nuove aree urbane e centri logistici

Una volta qui era tutta campagna: nel 2020 spariti 113 ettari nella Bergamasca
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Ieri, mercoledì 14 luglio, l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha presentato il suo rapporto sul consumo di suolo nel nostro Paese. Ne emerge che nel 2020, nonostante la pandemia, il fenomeno non ha avuto una riduzione significativa, anzi in molti territori ha avuto un incremento, per cui alla fine sono stati sfruttati 60 chilometri quadrati di campagna, diventati aree per l'edificazione di case, la costruzione di strade o centri logistici.

In particolare il consumo di suolo ha interessato la Lombardia, dove la provincia di Bergamo è seconda solo a Brescia, con 113 ettari contro 214. Alcuni tra i centri più interessati dalla cementificazione sono quelli di Lallio (67 per cento) e Orio (63,6 per cento). Si tratta in ogni caso di un processo che coinvolge soprattutto la pianura, dove negli ultimi anni è avvenuta una importante costruzione di diversi centri logistici: tra i più conosciuti, il quadrilatero tra Cortenuova, Cividate, Calcio e Covo dove in tre anni sono stati occupati 1 milione e mezzo di metri quadrati e nei successivi saranno superati i 2 milioni con il nuovo centro intermodale, che avrà sede a Cortenuova.

Una problematica che vede da una parte le associazioni ambientaliste e dei cittadini, che vorrebbero un ritorno di queste aree a una destinazione agricola o a spazi verdi, dall'altra le aziende e le autorità, tenendo anche conto che mettere in discussione la funzione di questi terreni aprirebbe la strada a vari tipi di contenziosi. Sta di fatto che diversi istituti, come l'Ispra, assieme agli enti statali riconosce la necessità di regolare il fenomeno, che ultimamente è andato fuori controllo, in particolare per l'aumento della presenza dei centri logistici sul nostro territorio.

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