Zingonia, automobilista multato al rosso stop vince il ricorso. E il consigliere ammette: «L'ho fatto anche io»
Il Comune dovrà pagare 300 euro di spese legali. Maiorana precisa: «Tutti gli altri ricorsi persi. Compreso il mio»

Un anno fa, proprio in questo periodo, l'amministrazione comunale di Verdellino si era ritrovata costretta a disattivare il tanto discusso impianto "T-Red", il rosso stop all'incrocio tra Corso Europa e Corso Asia, a causa delle migliaia di sanzioni ricevute dagli automobilisti di passaggio. Un anno più tardi, una di quelle (contestate, per la maggior parte) multe ha avuto esito positivo per un cittadino che aveva fatto ricorso: il Comune dovrà ripagare le spese legali, per un totale complessivo di 300 euro.
Il consigliere ammette di aver preso la multa (e fatto ricorso)
Il giudice di pace, nella sua sentenza, ha condannato il Comune e annullato la sanzione. Ma «si tratta dell'unico ricorso che il Comune ha perso e solamente per un vizio di forma», ha spiegato il consigliere delegato alla Sicurezza Giuseppe Maiorana ai colleghi di PrimaTreviglio. Maiorana è stato uno dei principali promotori del "rosso stop", per via del quale nel giro di poco più di due mesi quasi duemila automobilisti si erano visti recare a casa una sanzione (o più, in alcuni casi) sanzione.
Totale complessivo? 800 mila euro extra nelle casse comunali. Al tempo si era sollevato un polverone tale da spingere i cittadini ad affollare l'ufficio della polizia locale, per chiedere spiegazioni. E tale da costringere il Comune a disattivare l'impianto, poco prima di Natale. Umberto Valois, capogruppo di "Insieme per cambiare", nell'ultimo consiglio comunale ha parlato di «un incontro chiarificatore con l'amministrazione che i cittadini non hanno mai ottenuto». Per questo si sarebbero rivolti al giudice.
«Non mi risulta che l'amministrazione non abbia dato udienza a chi l'ha chiesta - ha replicato il sindaco Silvano Zanoli - e non sono così convinto che l'azione del rosso stop sia stata inutile, è stata una lezione per tutti, se non ci si tocca sul portafoglio non si capisce». Lo stesso Maiorana ha poi ammesso di essere stato anche lui tra le "vittime" del semaforo (per aver semplicemente superato la linea di stop, come ha evidenziato Helga Ogliari di "Vivere - La scelta civica", e di aver anche presentato ricorso, perdendolo.
«Chi dell'amministrazione ha deciso, voluto e installato il rosso stop, con stessa convinzione contesta la sanzione a lui afflitta - ha dichiarato successivamente Valois -. Se non fossero stati sanzionati con questo diabolico sistema tanti cittadini causando disagi a famiglie intere per ritiri patente con relativi danni economici per i costi della sanzione e per l’impossibilità di recarsi al lavoro, questa faccenda si trasformerebbe in una triste barzelletta. Praticamente verrebbe da dire: chi di rosso stop ferisce di rosso stop perisce».
A proposito di fare cassa…….se lo Stato obbligasse i comuni ad usare TUTTI i proventi delle multe stradali per migliorare la viabilità del comune……penso che i comuni che vogliono fare casse desisterebbero dal farlo…..
Almeno uno lo ha vinto. I comuni usano il CDS contro auto e moto, come fonte di entrate certe. Basta piazzare sempre più divieti e il gioco è fatto, contro i veicoli dei bergamaschi riconoscibili dalle targhe. Chi non ce l'ha, può continuare imperterrito a infrangere ogni regola impunemente, invece.
Mi raccomando, rieleggetelo questo sindaco! LOL