Cronaca
La lettera

«Ma quelli del Consorzio di Bonifica ci prendono forse per scemi?»

«Ma quelli del Consorzio di Bonifica ci prendono forse per scemi?»
Cronaca 25 Marzo 2019 ore 05:00

Pubblichiamo una lettera che ci è giunta in Redazione giovedì 21 marzo.

 

Gentile direttore,

Nel 2016 la mia casa è stata inondata d’acqua. Era luglio, venne giù che Dio la mandava e in alcune vie di Longuelo e del Villaggio degli Sposi l’acqua non scivolò nelle fognature e nei condotti, ma cominciò a invadere i sotterranei prima e il piano terra di case e negozi dopo. Sa far paura l’acqua, quasi quanto il fuoco, quando sale piano e arriva ovunque, quando pensi che non ci sia alcun modo di difendersi. Qui tutti noi ricordiamo molto bene i garage delle “Case Rosa” invasi d’acqua, tanta che non era possibile non solo arrivare alla propria auto, ma nemmeno vederla, distinguerla, in quel mare color nocciola che si tirò dietro foglie e lo sporco delle strade. Ripenso al vicino di casa con la cantina allagata e scatoloni di cose da buttare via, alla scuola di danza che ha chiuso per mesi, alla tensione di quei momenti e alla rabbia del giorno dopo, quando solo il sindaco Gori e l’assessore Brembilla vennero a vedere come stavano le cose.

Da allora un po’ di cose sono cambiate. Ogni volta che piove continuiamo a pensare a quel giorno di luglio, ma la strada non si è più allagata, le cantine non si sono più riempite, l’acqua prende la via delle fogne. Ci hanno pulito le rogge che scendono da Astino (ce lo ricordiamo bene il fiume che veniva dritto dalla collina dietro il monastero), abbiamo visto addirittura Brembilla scendere dentro i tombini giù nelle fogne una volta, il Comune fa lavori in via Mascagni perché l’area verde fermi un’eventuale pioggia troppo forte, ne ha fatti al Villaggio e aspettiamo la vasca di laminazione alla quale affidiamo tutta la nostra sicurezza per il futuro. Non racconto né commento (per decenza) la trafila a cui la Regione ci ha sottoposto per richiedere il risarcimento dei danni di quella che è stata certificata dallo Stato come calamità naturale: abbiamo fatto tre richieste, sempre in tempi strettissimi, e aspettato quasi due anni per sapere se ci avrebbero riconosciuto o meno qualcosa a parziale compensazione della paura e del danno della bomba d’acqua di quella notte.

Ora arriviamo all’ennesimo capitolo di quella che ormai è una saga a tutti gli effetti. Proprio alla vigilia del primo intervento per la realizzazione della futura vasca di laminazione, il Consorzio di Bonifica annuncia che ci chiederà un aumento sulle cartelle di quest’anno perché hanno lavorato per mettere in sicurezza la zona che due anni fa è stata sommersa dall’acqua. Apprendiamo dai giornali che, secondo il Consorzio, le manutenzioni straordinarie, quelle fatte per evitare che un’altra alluvione ci distruggesse casa, si...

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 9 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 28 marzo. In versione digitale, qui.