In vista di Genoa-Atalanta

Natale amarissimo: col Genoa perdiamo 3-1

Natale amarissimo: col Genoa perdiamo 3-1
20 Dicembre 2018 ore 15:00

Secondo tempo

La Dea parte forte e dopo appena un minuto Zapata ha una buona occasione che spreca calciando male. Risponde Piatek al 50′ con un tiro dal limite fuori di poco. Al 54′ netto fallo di Criscito su Freuler in area: altro rigore. Questa volta calcia Zapata, che non sbaglia e pareggia. Le cose sembrano mettersi bene per l’Atalanta, che attacca bene e con intelligenza. Ma al 66′ il Genoa colpisce in ripartenza: cross di Romulo, Hateboer non ci arriva e Lazovic sul secondo palo controlla e lascia partire una bordata imprendibile. Il gol genoano piega le gambe ai nostri, che vanno in difficoltà e all’81’ restano anche in dieci per un’ingenuità di Palomino, che si prende il secondo giallo. Il Genoa sfrutta gli spazi e all’83’ Piatek spreca una grande occasione, ma il polacco si rifà ampiamente all’88’: bel lavoro di Bessa, che serve una deliziosa palla al limite per il bomber. Controllo e gran destro nell’angolino alto. 3-1 e partita chiusa, di fatto. C’è soltanto tempo, al 93′, per una seconda espulsione nerazzurra, con Toloi che stende Bessa partito in fuga. Contro la Juventus non ci saranno due dei tre difensori titolari nerazzurri. Male male.

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Primo tempo

Un film già visto, purtroppo: l’Atalanta fa gioco, crea, poi però finisce sotto. Così è andato il primo tempo contro il Genoa, sebbene sia stata una partita combattuta, come dimostra lo scontro di gioco che al 3′ mette già ko de Roon: Romero interviene duro (ma regolare). Per l’olandese serve il cambio e si spera non sia nulla di grave, anche se alla fine il numero 15 lascia addirittura la panchina in barella. La prima grande occasione della partita arriva all’8′ ed è per i padroni di casa: cross dalla sinistra, Berisha esce malissimo, la palla viene rimessa in mezzo da destra, Piatek la cicca e Kouame, a un passo dalla porta, manda incredibilmente alto. Dopo diversi minuti di battaglia, occasionissima per l’Atalanta al 20′: punizione di Ilicic, tocco in area di Toloi e bravissimo Radu a deviare in corner. Sugli sviluppi di questo, è ancora bravissimo radu a sbrogliare una situazione complicata. Al 34′ il caso che potrebbe cambiare la partita. Doveri ferma il gioco per andare a visionare la Var: nell’azione, infatti, gli è stato segnalato un tocco di mano di Romero nell’area genoana. Dopo aver visionato le immagini, la decisione: rigore. Dal dischetto si presenta Ilicic, che calcia alla destra del portiere genoano. Radu però battezza l’angolo giusto e para. Amarezza, ma la Dea non molla, si getta in avanti e al primo minuto dei tre (che poi diventeranno quasi sei) concessi di recupero colpisce il palo: su cross di Freuler, Gomez è bravissimo a incunearsi e a colpire di testa, ma la palla colpisce il legno e poi viene bloccata dal portiere rumeno. Doveri si affida ancora al Var per valutare un tocco di mano di Criscito, ma stavolta non se la sente di dare rigore. E così la Dea, dal quasi vantaggio passa in svantaggio: al 50′ infatti, sugli sviluppi di un corner, Piatek colpisce di testa, la palla sbatte su Toloi ed entra in rete. Genoa (immeritatamente) avanti.

 

 

Le formazioni ufficiali

Tutte in campo oggi le formazioni di Serie A, per un sabato pre natalizio dal sapore nostalgico. L’Atalanta fa visita al Genoa, per una sfida dal sapore speciale per il tecnico nerazzurro, Gasperini, che proprio col Grifone ha vissuto i suoi anni migliori prima di arrivare a Bergamo. Ma il presente si chiama Atalanta e, soprattutto, sogno Europa League. Con i tre punti, infatti, la Dea resterebbe pienamente attaccata al treno europeo della classifica. Ma ecco le formazioni scelte da Gasp e da Prandelli (altro ex del match):

Genoa (3-5-2): Radu; Biraschi, Romero, Criscito; Romulo, Hiljemark, Veloso, Bessa, Lazovic; Piatek, Kouamé.

Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Palomino, Mancini; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Gomez; Ilicic, Zapata.

 

 

La conferenza di Gasperini
di Fabio Gennari

«Quella con il Genoa è una partita per noi molto importante, la vittoria con la Lazio ci ha permesso di arrivare in una buonissima posizione e adesso dobbiamo capire a cosa possiamo ambire: l’anno scorso abbiamo girato a quota 27, ora possiamo anche migliorare. Andiamo in campo per vincere». Non gira troppo intorno all’obiettivo il tecnico della Dea, Gasperini, in sede di presentazione della sfida al Genoa in programma domani, sabato 22 dicembre, a Marassi (fischio d’inizio ore 15). Il tecnico di Grugliasco mette nel mirino l’obiettivo più importante e non pensa a nessun calcolo sui diffidati. «Contro la Lazio il successo è stato importante, loro sono una squadra forte e noi siamo riusciti a chiudere senza gol presi. Adesso ci saranno Genoa, Juventus e Sassuolo prima della fine del girone di andata, dobbiamo andare subito in campo cercando l’approccio giusto e la prestazione migliore per cercare di vincere. Il Genoa è una squadra che all’inizio ha raccolto magari più di quello che doveva e ultimamente invece ha raccolto poco rispetto alle prestazioni. Preferisco giocare in casa per il sostegno del pubblico, ma devo dire che anche fuori abbiamo spesso giocato con personalità. I diffidati? Non ci penso proprio, la partita più importante è sempre la prossima e quindi si ragiona solo sul Genoa».

Dal punto di vista delle scelte, non ci sono particolari dubbi e tutti sono a disposizione. «L’unico assente certo è Adnan, che sarà impegnato in Coppa d’Asia. Per il resto, hanno recuperato tutti e anche Palomino è in condizione di giocare. Davanti abbiamo Zapata in grande forma. Non so se è meglio averne prima uno, poi l’altro e poi l’altro ancora in splendida forma oppure averli in forma tutti assieme. Di certo in un campionato come questo è fondamentale la continuità di risultati, perché vediamo che se infili qualche vittoria la classifica cambia repentinamente». Appunto, la classifica. Contro la squadra di Prandelli, l’Atalanta può andare ancora più in alto. «Dopo il Sassuolo avremo incontrato tutte le avversarie e quindi il quadro del campionato sarà molto più chiaro. Arrivarci a quota 30 o addirittura più avanti sarebbe davvero tanta roba, ma pensiamo a una sfida alla volta. Torno su un campo e in uno stadio dove mi sono tolto tante soddisfazioni, cerchiamo di fare bene, anche perché poi a gennaio inizia un nuovo campionato con tante realtà che possono anche rinforzarsi in vista del girone di ritorno».

Quella a Genova, per Gasperini sarà anche la panchina numero 350 in Serie A con un altro obiettivo, quello dei 500 punti, ormai molto vicino. «Mamma mia, sono tante e se conto anche quelle in Serie B… Non c’è una partita che ricordo con più piacere rispetto ad un’altra, forse a Palermo è stato il momento in cui ho dato personalmente qualcosa meno e penso anche al fatto che solo tre di queste 350 le ho passate in una big come l’Inter. Non ho rimpianti, tra Genoa e Atalanta ho avuto le maggiori possibilità di vivere il massimo campionato: era difficile migliorare per me dal punto di vista dell’ambiente e dell’affetto dopo Genova, ma sono felice perché a Bergamo tutti mi apprezzano e abbiamo grandi prospettive».

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