l'allarme

A Bergamo consegnato 1 vaccino su 4. La Cisl: «Ats chieda a Regione di sveltire gli ordini»

Il sindacato aggiunge che di questo passo «il target del 75 per cento di copertura per gli over 65 non sarà mai raggiunto»

A Bergamo consegnato 1 vaccino su 4. La Cisl: «Ats chieda a Regione di sveltire gli ordini»
16 Novembre 2020 ore 10:49

Arrivati a questo punto la campagna vaccinale dovrebbe essere entrata nel vivo, ma alla luce delle ormai quotidiane denunce di disservizi è chiaro come invece stia facendo acqua da tutte le parti. Addirittura a Bergamo il secondo lotto di dosi non potrà essere prenotato e ritirato in farmacia dai medici di medicina generale prima di mercoledì (18 novembre). «Il piano vaccinale è un fallimento – sottolineano Mario Gatti, segretario provinciale della Cisl, e Caterina Delasa, segretaria generale di Fnp -. Siamo in ritardo di almeno un mese e i medici di base sono costretti a rinviare appuntamenti presi anche un mese fa. Il motivo, parrà strano, è che mancano i vaccini».

Il sindacato e la categoria dei pensionati di via Carnovali raccolgono da settimane le lamentele di moltissimi cittadini e non mancano i medici di base che espongono cartelli per scusarsi o per incolpare Ats e Regione del mancato reperimento delle dosi sufficienti per il fabbisogno di ogni ambulatorio. In uno studio di centro città, venerdì (13 novembre) erano prenotati 30 anziani, ma erano disponibili solo 7 vaccini. «In questo modo – aggiungono – il target del 75 per cento di copertura per gli over 65 non sarà mai raggiunto e ancora non è partita la campagna di vaccinazione per i minori».

La Regione da mesi fornisce rassicurazioni, ma stando alla Cisl la Lombardia è sotto la media nazionale nella copertura vaccinale della popolazione anziana, tanto che i vaccini arriveranno solo dopo che sarà terminata la campagna tra i soggetti considerati a rischio e in quantità non sufficiente. Solitamente ogni farmacia aveva dai 50 ai 150 vaccini che distribuiva gratuitamente alla popolazione che non aveva diritto a farlo, mentre quest’anno si prevede che ne arriveranno appena 10 o 15. Eppure, mai come quest’anno è importante vaccinarsi considerata la similarità tra i sintomi dell’influenza stagionale e il Covid.

«Il rischio della sovrapposizione delle due sindromi mette a rischio la tenuta del sistema che in Lombardia è già fortemente sotto pressione e che a Bergamo ancora paga lo stress organizzativo dei mesi scorsi – concludono Gatti e Delasa -. La Lombardia non può permettersi il fallimento della campagna di vaccinazione antinfluenzale, soprattutto in un anno come questo. L’Ats deve fare in modo che Regione Lombardia intervenga al più presto per sveltire il processo di consegna».

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