l'allarme

Vaccini, le nuove dosi non arriveranno prima del 18 novembre e sono meno del necessario

I nuove dosi potranno essere prenotate in farmacia dai medici non prima di mercoledì prossimo e le vaccinazioni agli over 65 non inizieranno prima del 20 novembre

Vaccini, le nuove dosi non arriveranno prima del 18 novembre e sono meno del necessario
11 Novembre 2020 ore 17:38

I vaccini antinfluenzali destinati alle persone con più di 65 anni non potranno essere ritirate in farmacia dai medici di medicina generale prima di mercoledì prossimo, 18 novembre. Con buona pace di chi dovrà attendere (e sperare) di rientrare tra i beneficiari della vaccinazione. Dopo le prime quattro consegne ai medici di base, per un totale di soli 100 dosi a testa e destinate prioritariamente ai soggetti fragili fino ai 65 anni, l’arrivo di questa seconda tranche di vaccini era previsto per il 16 novembre, ma alcuni problemi doganali ne hanno ritardato la distribuzione.

A questo primo ritardo se ne accumulerà un secondo: dal 18 novembre sarà infatti possibile per i medici e i pediatri prenotare e ritirare in farmacia la prima tranche delle nuove dosi. Ma ciò non significa che le vaccinazioni inizieranno il giorno stesso, tutt’altro. Come si legge in una nota inviata ai direttori generali delle Ats e Asst lombarde dalla direzione generale Welfare di Regione Lombardia «al fine di permettere una puntuale calendarizzazione delle sedute vaccinali, si chiede di considerare una latenza temporale fino a massimo 48 ore fra la prenotazione delle dosi in farmacia e l’effettiva consegna. Le Ats – direttamente o per il tramite di Asst – supportano il medico di medicina generale per eventuali necessità nel periodo 16-19 novembre».

Quindi gli over 65 potranno essere vaccinati soltanto a partire dal 20 novembre. Secondo i piani del Pirellone, a metà novembre dovrebbe prendere il via anche la campagna vaccinale per i bambini dai 2 ai 6 anni, mentre è in fase d’avvio quella dedicata ai pazienti fragili delle Asst. A fine novembre sarà la volta degli operatori sanitari, mentre a inizio dicembre toccherà alle persone con un’età compresa tra i 60 e i 64 anni e, in coda, le altre categorie previste dalla Circolare Ministeriale.

Ci sono però ulteriori variabili che preoccupano e fanno sorgere ben più di un dubbio sulla possibilità da parte delle autorità regionali di riuscire a far fronte al reale fabbisogno di vaccini: delle dosi acquistate da Aria spa, la centrale acquisti del Pirellone, ne sono stati distribuiti solo 692 mila, altre 200 mila dosi risultano in distribuzione e, soprattutto, ulteriori 620mila dosi attendono l’autorizzazione di Aifa (agenzia nazionale del farmaco) all’importazione al commercio. «Regione Lombardia non riesce a garantire i vaccini ai cittadini, anche i più fragili, che ormai sono esasperati, così come lo sono i medici – sottolinea il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella -. Ormai in molti sono costretti a pagarli di tasca propria rivolgendosi ai privati. Le dosi sono insufficienti (secondo i Dem sarebbero 2,5 milioni dosi e non 2,8 milioni come invece annunciato) inferiori addirittura agli obiettivi già al ribasso che la Regione si era posta e, in più, si sommano ritardi su ritardi. Gallera continua a sostenere che i vaccini ci sono, ma purtroppo si sta verificando quello che avevamo previsto già nel mese di luglio, senza che la Giunta sia riuscita a porvi rimedio».

«La notizia dell’arrivo del vaccino anti-Covid può essere la luce in fondo al tunnel – conclude Scandella -. A quello americano sicuramente se ne aggiungeranno altri e già dalla metà del prossimo anno speriamo che almeno gli operatori sanitari e gli anziani, ossia le persone più esposte al rischio, siano protetti. Serviranno disponibilità e risorse, anche quelle del Mes, e naturalmente non possiamo ripetere gli stessi errori commessi con l’antinfluenzale: serve predisporre al più presto un piano in stretta collaborazione tra Regioni e Governo, perché su questo davvero non possiamo permetterci di fallire».

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