L'intervento

Al Papa Giovanni un nuovo serbatoio da 30mila litri per l’ossigeno, ma la crisi persiste

La nuova cisterna è fondamentale, così come l'arrivo di 27 medici e 4 infermieri. Ma «abbiamo spostato il superamento della soglia massima di sopportazione tra mercoledì e giovedì»

Al Papa Giovanni un nuovo serbatoio da 30mila litri per l’ossigeno, ma la crisi persiste
Bergamo, 16 Marzo 2020 ore 17:10

Ora più che mai c’è un disperato bisogno di ossigeno, sia nelle farmacie che negli ospedali. Per questa ragione, l’ospedale Papa Giovanni è corso ai ripari: si concluderà entro questa sera (lunedì 16 marzo) l’intervento per incrementare del dieci per cento la portata dell’ossigeno nell’impianto a disposizione della struttura che, in questi giorni di emergenza sanitaria, ha dovuto sopportare richieste ai massimi livelli per portata e velocità d’erogazione.  In queste ore sono stati posizionati un evaporatore mobile e un’autocisterna-serbatoio di trentamila litri di ossigeno liquido, che si aggiungono ai due serbatoi già esistenti (che forniscono quarantamila litri). La cisterna sarà rifornita periodicamente e il nuovo impianto entrerà immediatamente in funzione, non appena sarà chiuso il cantiere.

La zona individuata è quella nord della pista ciclabile attorno all’area ospedaliera, tra le torri 5 e 6. I lavori sono stati possibili anche grazie a Bergamo Hospital Parking, società che gestisce i parcheggi intorno all’ospedale e che ha messo a disposizione dieci posti auto per realizzare i lavori. L’intervento è stato valutato lo scorso fine settimana dagli ingegneri della Siad Spa, ditta fornitrice e costruttrice dell’impianto, in collaborazione con l’Unità tecnico e patrimoniale dell’Asst Papa Giovanni XXIII. I lavori, eseguiti dalla Siad, hanno visto la collaborazione di Siram Spa, che cura la manutenzione per l’ospedale, e la supervisione dei tecnici ospedalieri.

Inoltre, sono all’opera da questa mattina i 27 medici e 4 infermieri militari inviati dal Governo in auto agli operatori del Papa Giovanni. L’appello per avere in fretta altro personale sanitario è stato accolto e alle 10 di questa mattina hanno partecipato alla formazione che ha già coinvolto circa tremila persone all’auditorium Lucio Parenzan dell’ospedale; il personale della Croce Rossa è invece arrivato questo pomeriggio.

«Si sono concretizzati gli aiuti promessi ieri dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ringrazio nuovamente per aver voluto capire meglio quale fosse la nostra situazione – ha commentato Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII -. Questo aiuto concreto ci rincuora, così come l’impegno del Presidente Attilio Fontana e dell’assessore Giulio Gallera per creare nuovi posti di terapia intensiva in Lombardia, tema delicato quanto il personale. Non possiamo ancora però abbassare la guardia: restiamo in emergenza, abbiamo spostato il superamento della soglia massima di sopportazione tra mercoledì e giovedì. Ci auguriamo che la pressione, intesa come persone che devono essere ricoverate, nel frattempo cali per effetto delle misure di contenimento, a cui invitiamo i cittadini a continuare ad attenersi».

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