Che succede al Pirellone

Aria di rimpasto in Regione: rimosso Cajazzo (quello che «all’ospedale di Alzano era tutto a posto»)

L'ex poliziotto non è più il direttore generale dell'assessorato al Welfare. Al suo posto, da Brescia, Marco Trivelli. È la prima mossa del governatore Fontana per un cambio nella sua Giunta? Traballa sempre di più Gallera

Aria di rimpasto in Regione: rimosso Cajazzo (quello che «all’ospedale di Alzano era tutto a posto»)
10 Giugno 2020 ore 12:40

Prime mosse verso il rimpasto? È da giorni che in Regione si rincorrono le voci su alcuni possibili cambi nella Giunta regionale di Attilio Fontana. L’emergenza sanitaria degli ultimi mesi, infatti, ha messo in luce diverse carenze in quel del Pirellone. Organizzative, ma anche politiche. E, ovviamente, nell’occhio del ciclone è finito l’assessorato al Welfare guidato dall’azzurro Giulio Gallera. Inizialmente icona della resistenza lombarda (tanto che si era ipotizzata una sua candidatura a sindaco di Milano), di settimana in settimana la sua immagine s’è indebolita sotto i colpi degli scivoloni mediatici, del peso delle scelte e degli attacchi delle opposizioni (ma pure del centrodestra stesso). Messo in un angolo inizialmente, ora è sempre più forte la sensazione che nell’estate Fontana possa decidere di “tagliare” lui e altre figure della sua Giunta per ritrovare un po’ di compattezza politica. E la prima mossa in tal senso potrebbe essere quella della rimozione dal ruolo di direttore generale dell’assessorato al Welfare di Luigi Cajazzo, che diventa vicesegretario generale della Regione con delega all’integrazione sociosanitaria. Al posto di Cajazzo, arriva dall’ospedale di Brescia Marco Trivelli.

Cajazzo (a destra) con Gallera e il governatore Fontana

Come per Gallera, anche per Cajazzo queste settimane sono state una vera e propria montagna russa. In prima linea all’inizio dell’emergenza (tanto da essersi preso il Covid), l’ex poliziotto si è ben presto imposto come la “mente” dietro molte delle decisioni di Gallera. Per questo, così come l’assessore, è stato travolto dalle polemiche: la mozione di sfiducia, poi caduta nel nulla, presentata alcune settimane fa dal Pd in Consiglio regionale verteva anche e soprattutto sul suo operato. A fine maggio, in Commissione Sanità, così Cajazzo difendeva il proprio lavoro: «Abbiamo svolto un lavoro tecnico che io difendo e di cui sono assolutamente orgoglioso, con una squadra di persone che si sono dedicate anima e corpo a questa emergenza, in qualche caso rischiando di persona». Lo stesso Fontana (oltre naturalmente a Gallera) pubblicamente ha sempre elogiato il lavoro di Cajazzo e della sua squadra. Ma, recentemente, le quotazioni dell’ormai ex dg erano in calo verticale. In particolare dopo che sono diventate di dominio pubblico le decisioni assunte da Cajazzo nelle concitate ore della momentanea chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Alzano del 23 febbraio scorso. Fu proprio Cajazzo a spingere per l’immediata riapertura, come ha lui stesso ammesso ai magistrati che lo hanno ascoltato alla Procura di Bergamo.

Il cambio di ruolo nell’organico regionale dell’ex poliziotto appare un po’ come una “falsa promozione”, uno spostamento da un ruolo strettamente decisionale e operativo a un ruolo molto più politico. Fonti vicine a Cajazzo, però, smentiscono, dicendo che c’è «soddisfazione per il delicati e autorevole incarico che gli è stato offerto, segno del riconoscimento per quanto sin qui fatto, con professionalità e spirito di abnegazione encomiabile», come riportano diversi giornali. Fatto sta che ora Gallera è stato privato del suo primo e più importante collaboratore. E questa, per lui, non sembra affatto una buona notizia…

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