era innocente

Assolto l'attivista bergamasco Fabio Cochis, accusato di spaccio durante un presidio

Dopo tre anni di processo, i giudici di Brescia hanno ricostruito la vicenda e hanno raccomandato ulteriori accertamenti sulla testimonianza iniziale

Assolto l'attivista bergamasco Fabio Cochis, accusato di spaccio durante un presidio
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L'accusa era pesante: spaccio di droga durante un presidio alle case popolari. Un'accusa che per Fabio Cochis, attivista di Rifondazione Comunista e sindacalista bergamasco, avrebbe potuto macchiare indelebilmente la reputazione. Invece, dopo tre anni di processo, la Corte d'Appello di Brescia lo ha completamente assolto, dando ragione a chi, fin dall'inizio, parlava di «una macchinazione» contro di lui.

La ricostruzione

Tutto risale al 17 giugno 2022, quando Cochis venne fermato dagli agenti della Questura di Bergamo con l'accusa di aver ceduto sostanze stupefacenti mentre stava organizzando una manifestazione nel quartiere della Malpensata. La nota stampa dell'epoca era netta: «Individuato distintamente lo scambio di sostanza stupefacente». Un racconto che fin da subito i suoi compagni di partito avevano definito aspramente «una palese intimidazione politica».

Le perquisizioni, del resto, non avevano dato alcun frutto: non era stata trovata né droga addosso a Cochis, né nell'auto, né nella sua abitazione. L'unico elemento a suo carico era una testimonianza di un altro fermato, con cui Cochis si era poco prima scambiato il numero di telefono per questioni relative a uno sfratto.

Assolto grazie alle prove video

L'avvocato Rocco Gargano si era mosso sin da subito per smontare l'accusa, chiedendo immediatamente l'acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza. Una mossa che, alla fine, si è rivelata decisiva. Le riprese hanno completamente smentito la ricostruzione iniziale della Questura, dimostrando l'infondatezza dell'accusa.

La decisione della Corte d'Appello è andata persino oltre la semplice assoluzione. I giudici hanno raccomandato al Tribunale di Bergamo di procedere contro l'uomo che aveva reso la falsa testimonianza, evidenziando il fatto come un tentativo di depistaggio ai danni di Cochis.

La posizione di Rifondazione Comunista

Ezio Locatelli, Francesco Macario e Fabrizio Baggi, esponenti di Rifondazione Comunista, l'hanno definita «una squallida provocazione», elevando la vicenda a qualcosa di più di un semplice caso giudiziario. «È l'ennesimo tentativo di intimorire chi ogni giorno si batte per i diritti dei più deboli» hanno affermato.

La questione riporta alla memoria le mobilitazioni di tre anni fa, quando decine di attivisti e cittadini si erano schierati immediatamente a sostegno di Cochis, riconoscendogli una «pulizia morale» che oggi viene pienamente riconfermata.

Per Rifondazione Comunista, l'assoluzione vale più di qualsiasi vittoria personale. «Questo impegno – scrivono – andrà avanti più che mai, insieme a quello di tante altre compagne e compagni che condividono la necessità di battersi per una società più giusta e rispettosa della dignità delle persone».

Commenti
Marino

Beh bello schifo. Su basi assurde è andato a processo per tre anni. Spero che lo risarciscano e non debba pagare niente di spese legali.

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