le indagini

Avevano intestato un Cayenne alla nonna, senza patente e con il reddito di cittadinanza

Il sequestro nell'ambito dell'operazione che ha portato all'arresto dei fratelli Horvat, in carcere con l'accusa di frode

Avevano intestato un Cayenne alla nonna, senza patente e con il reddito di cittadinanza
Cronaca 12 Giugno 2021 ore 09:48

Non finiscono i guai giudiziari per la famiglia Horvat, già protagonista nel 2017 della sparatoria in pieno giorno in una piazza di Trescore, contro i rivali Nicolini. A fine maggio i fratelli Principe e Fardi, rispettivamente di 30 e 28 anni, sono finiti in carcere accusati di frode. Per gli inquirenti avrebbero creato concessionari fantasma per fingere di vendere auto di lusso a prezzi vantaggiosi, salvo poi sparire non appena intascato il denaro.

Adesso, dopo il sequestro di alcune autovetture di cui erano in possesso, emerge che la titolare (solo sulla carta) di una Porsche Cayenne era la loro nonna: una signora di 74 anni che non soltanto non aveva mai conseguito la patente, ma che per il fisco risultava anche indigente visto che per cinque mesi nel 2019 aveva riscosso il reddito di cittadinanza.

Le indagini

Tutto nasce da dodici frodi commesse ai danni degli ignari clienti del concessionario “Guido l’auto”, aperto a dicembre del 2019 a Sorisole, ma chiuso dopo un anno. Uno specchietto per le allodole visto che le autovetture venivano pubblicizzate a prezzi scontatissimi su internet, ad esempio su subito.it e autoscout24.it, e che dopo aver intascato il denaro i fratelli sparivano.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Emanuele Marchisio, si sono concentrate su una banda criminale composta principalmente da sinti italiani, aiutati da altri complici sempre italiani. Nel complesso, oltre ai due fratelli in carcere, altre sei persone sono ai domiciliari e in diciannove risultano indagati.

Il gip Lucia Graziosi ha anche disposto il sequestro preventivo di sei autovetture, tutte di lusso: la Porsche Cayenne intestata alla nonna, una Bmw X5 (che manca però all’appello), una Mercedes Amg e una Cla, una Maserati Levante e una Ferrari California.

Nel momento in cui i fratelli erano stati portati in carcere dai carabinieri, erano già stati sequestrati una Porsche e una Hummer, oltre a immobili in provincia di Bergamo intestati a prestanome e conti correnti bancari per un ammontare di oltre 2 milioni di euro.