Cronache da Montecitorio

Belotti, (dis)avventure da onorevole La pausa pranzo in Senato

Belotti, (dis)avventure da onorevole La pausa pranzo in Senato
Cronaca 05 Maggio 2018 ore 06:00

Più che una vita da casta, spesso mi sembra più una vita da casto! E pure castrato. Una volta sì che gli onorevoli erano una casta vera, aurea, dai esageriamo, divina e paradisiaca. Oggi, come abbiamo visto settimana scorsa in questa oscena rubrica, ci sono anche onorevoli crostoni che dormono negli hotel dei viados o, per restare in tema di castità, in dormitori delle suore che chiudono il portone alle 21.30.

Prendiamo ad esempio il pranzo. Una volta c’era al Senato un ristorante prestigioso: ti sembrava di andare da Vittorio pagando come dalla Giuliana! Camerieri coi guanti bianchi e menù alla carta con finiture dorate. Una volta, secoli fa, mi ci avevano pure portato, ma non avevo né giacca, né cravatta che a Palazzo Madama sono d’obbligo. Mi prestarono il tutto. Peccato che la giacca fosse una XXL quando io porto la M. In pratica un cappotto. Le maniche mi finirono in mezzo agli spaghetti con i gamberetti. Non vi dico la faccia sdegnata del cameriere guantato di bianco, ma niente a confronto dello sguardo letale della guardarobiera che mi aveva prestato la giacca quando da una manica saltò fuori un gamberetto! La mia fu una risposta piccata con moto d’orgoglio celtico: «E alura? Noi galli cenomani siamo barbari e mangiamo con le mani! Va bene?».

E oggi? Tutto cambiato. I guanti bianchi non ci sono più, i prezzi non sono più quelli della Giuliana, ma il sottoscritto all’onorevole ristorante di Montecitorio c’è andato solo una volta per non tornarci più. Se per i piatti, per altro limitati nella scelta, i gusti sono gusti, è l’atmosfera che è tetra. Certo, questa fase molto precaria, con la possibilità che le Camere si possano sciogliere ancor prima di essersi insediate, fa sembrare ogni pranzo come l’ultima cena. E i Giuda abbondano, ma qui non si accontentano certo di trenta denari. All’onorevole ristorante, guai a mischiare i tavoli: con l’aria che tira, è vivamente sconsigliato mangiare in mezzo a quelli di un altro partito. Rischi che ti freghino, lasciandoti da pagare il conto di tutto il tavolo.

I più mortificati sono gli onorevoli mandrilloni, quelli dall’ormone esuberante, che puntano a formare un “gruppo carnalmente misto”, ma…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 9 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 10 maggio. In versione digitale, qui.

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