Ospedale di San Giovanni Bianco

Belotti replica al sindacato dei medici: «Necessario garantire i servizi essenziali alle Valli»

Anna Paola Callegaro, segretaria dell’Anaao Assomed dell'Asst Papa Giovanni XXIII, ha sostenuto che «ospedali periferici non hanno più ragion d'essere». Il parlamentare bergamasco della Lega ha replicato duramente

Belotti replica al sindacato dei medici: «Necessario garantire i servizi essenziali alle Valli»
Val Brembana e Imagna, 14 Ottobre 2020 ore 15:54

Come era logico aspettarsi, le dichiarazioni di Anna Paola Callegaro, segretaria aziendale dell’Anaao Assomed dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, in merito al futuro dell’ospedale di San Giovanni Bianco hanno sollevato un polverone. In estrema sintesi, la considerazione fatta è la seguente: «Ospedali periferici (come quello in Val Brembana) non hanno più ragion d’essere».

A levare gli scudi, intervenendo duramente contro la posizione della dottoressa Callegaro è il parlamentare bergamasco della Lega Daniele Belotti. «Non sono un medico e non mi metto a fare il tuttologo – sottolinea – ma le pesanti affermazioni della Callegaro contro i sindaci della Val Brembana definiti come esempio “dell’incapacità politica di parlare chiaramente”, e contro la Regione accusata di essere “sempre stata più sensibile ai voti e ai sindaci di quanto non lo sia mai stata nei confronti di chi deve garantire il diritto costituzionale alla salute”, non possono passare in silenzio. È vero, i piccoli ospedali non possono offrire i servizi di quelli più grandi ma il cittadino va tutelato al di là della sua residenza, a meno che si consideri chi abita a Mezzoldo o Valtorta di serie B rispetto a chi abita in Città Alta o in Porta Nuova. E i rappresentati legittimamente eletti dalle loro comunità hanno il dovere di difendere i diritti dei propri cittadini, non solo per una questione elettorale, ma per il futuro dei propri territori».

Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le segnalazioni dei residenti della Valle che lamentano disservizi del presidio ospedaliero, ormai esautorato delle sue funzioni, e anche i sindaci brembani hanno approvato all’unanimità una mozione che chiede il ripristino in tempi brevi di consoni livelli di assistenza sanitaria, altrimenti saranno costretti a ricorrere alle vie legali denunciando l’Asst Papa Giovanni.

«I sindaci servono anche a questo, a maggior ragione se espressione di piccole comunità: come possiamo pensare di tutelare la montagna, di evitare lo spopolamento delle valli, se a questo territorio togliamo i servizi fondamentali? – si chiede l’onorevole del Carroccio, che non risparmia una frecciata alla segretaria dell’Anaao Assomed -. Del resto anche la dottoressa Callegaro si è lanciata in politica candidandosi alle ultime comunali a Bergamo con la Lista Gori con l’intenzione di passare “dall’io al noi, per portare avanti un tipo di comunità e di vita di gruppo da recuperare anche in una logica di quartiere” al fine di “portare avanti l’idea di una politica sanitaria partecipata per raccogliere i bisogni delle persone e per portare all’attenzione le istanze dei malati”. La dottoressa Callegaro, se fosse stata eletta a Palazzo Frizzoni con il centrosinistra, avrebbe portato avanti questo obiettivo da consigliere comunale. Perché allora i sindaci della Val Brembana non possono fare altrettanto “raccogliendo i bisogni delle persone per portare all’attenzione le istanze dei malati?”».

«La segretaria dell’Anaao-Assomed, per motivare la sua preoccupante conclusione per cui la struttura di San Giovanni Bianco “non ha più ragion d’essere”, sottolinea che nessun paese della Val Brembana dista più di 90 minuti dall’ospedale più importante lasciando intendere che i residenti di Cusio e Carona possono farsi tranquillamente un’ora e mezza di strada per andare al pronto soccorso del Papa Giovanni – conclude Daniele Belotti -. Ma se la strada è poca, perché, come dice la Callegaro, nessun medico “vuole salire lassù”? Sicuri che sia solo per “l’insicurezza per pazienti e operatori”, parole che creano allarme tra gli utenti e offendono i colleghi che, con abnegazione, garantiscono un servizio apprezzato dal territorio, e non proprio per la distanza e la strada trafficata per raggiungere San Giovanni Bianco? Se vogliamo tutelare la montagna, ragioniamo su come garantire i servizi fondamentali a chi vive nelle valli, perché a forza di tagliare scuole, ospedali, poste, uffici statali, banche, ci ritroveremo paesi deserti e un territorio allo sbando».

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