Il punto della Regione

Bergamasca ancora in crisi: 2864 positivi, 496 casi in più rispetto a un giorno fa

Bergamasca ancora in crisi: 2864 positivi, 496 casi in più rispetto a un giorno fa
14 Marzo 2020 ore 16:52

Anche oggi il bollettino fornito da Regione Lombardia è impietoso, con numeri che evidenziano una crescita della diffusione dei contagi da Coronavirus. Si tratta di una crescita costante anche se, come ricorda l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera, «i dati giorno per giorno non possono essere valutati come statistici perché i laboratori hanno tempistiche diverse nel processare i tamponi».

Nella Bergamasca le persone positiva al Covid-19 hanno toccato quota 2864, con un aumento rispetto alla serata di ieri (venerdì 13 marzo) di 496 persone. Un incremento decisamente alto rispetto a quelli registrati in passato, ma che con ogni probabilità dipende dall’accumulo di tamponi nei laboratori di analisi. Per questa ragione i bilanci forniti da Regione Lombardia non forniscono giornalmente i dati aggiornati in tempo reale. Su tutto il territorio lombardo, infatti, sono ancora 556 i test per i quali si attendono gli esiti. Da giovedì a oggi, invece, le vittime nella nostra provincia sono salite 261, 70 in più in due giorni.

Complessivamente, i dati forniti nel corso della consueta conferenza stampa serale a Milano dicono che in Lombardia sono 11.685 i soggetti positivi (1865 in più rispetto a ieri), mentre i pazienti ricoverati sono 4898 (463 in più), a cui si devono aggiungere 732 persone che si trovano nelle terapie intensive (85 in più, circa il doppio di quelli ricoverati ieri in rianimazione). Aumentano anche le persone dimesse, salite a 1660, ma anche le vittime, arrivate a 966 (nel giro delle ultime 24 ore sono decedute 76 persone). «Il numero delle persone ospitate nelle terapie intensive da quando è scoppiata questa emergenza è stato di 1064 pazienti – prosegue Gallera – 149 sono stati dimessi, mentre 145 sono deceduti. È evidente l’alto numero di giorni di permanenza all’interno delle rianimazioni. Stiamo sperimentando l’utilizzo di un medicinale usato per l’artrite e al momento ci sono riscontri positivi; il nostro collega Alessandro Mattinzoli sta molto meglio proprio grazie a questo farmaco».

«A preoccuparci è soprattutto il numero dei posti letto a disposizione nelle rianimazioni e il personale necessario – commenta l’assessore Gallera -. Continuiamo ad aggiungerne di nuovi e a oggi sono circa 1100 i posti letto complessivi, di cui 989 dedicati ai pazienti Covid-19. Stiamo continuando ad alleggerire le strutture che stanno subendo un costante afflusso di malati. In soli due giorni, utilizzando tutte le ambulanze a nostra disposizione, abbiamo trasportando 91 pazienti dagli ospedali maggiormente sotto pressione in altri presidi sanitari e ulteriori 81 pazienti non gravi in strutture socio-sanitarie e in Rsa. Gran parte di questi provengono dalla Bergamasca, dove gli ospedali hanno ormai praticamente esaurito la capacità di accoglienza». L’assessore Gallera ha confermato anche l’invio di due pazienti bergamaschi in gravi condizioni al Civico di Palermo, trasportati con un volo militare.

Ad oggi sono 1600 le domande arrivate in Regione da parte di medici e infermieri interessati a scendere in campo nella lotta contro il Coronavirus. «Ne abbiamo valutate 692 – spiega Gallera -. Tra questi sono presenti medici, anestesisti e altri specialisti, specializzandi in anestesia e rianimazione, medici laureati e ben 323 infermieri. Abbiamo bisogno di personale qualificato che sia disposto a lavorare in una situazione estremamente complicata. Ognuno sarà assistito, formato e accompagnato ma devono accettare le difficoltà del momento».

L’assessore regionale al Bilancio Davide Caparini ha invece fatto il punto riguardo l’impegno nel raccogliere dispositivi di protezione individuali da consegnare non soltanto al personale sanitario ma a tutti i cittadini. «Abbiamo lanciato gare internazionali per riuscire a raccogliere oltre 21 milioni di mascherine chirurgiche – ha sottolineato -. A oggi ne sono state consegnate oltre 1 milione, le altre sono previste entro questo mese. E’ un diritto di tutti poter avere accesso a questi dispositivi. La Lombardia è la capitale dell’automazione e del settore farmaceutico. Grazie al Ministro Speranza abbiamo elaborato una nuova circolare che concede alle nostre aziende la possibilità di produrre in loco questi dispositivi di protezione individuale, seguendo tutti i protocolli di sicurezza. La garanzia della bontà dei prodotti sarà garantita dal Politecnico di Milano, che effettuerà un’ulteriore verifica della qualità dei materiali utilizzati».

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