Foto compromettente

Caso della Giunta caduta ad Almè: bufera social sul leghista Galizzi. Salvini lo vuole cacciare?

Una immagine pubblica da Lucio Brignoli allude al coinvolgimento del consigliere regionale nelle trame che hanno determinato il prematuro fine mandato del sindaco Bandera. La reazione anche dei vertici del Carroccio

Caso della Giunta caduta ad Almè: bufera social sul leghista Galizzi. Salvini lo vuole cacciare?
Almè e Villa d'Alme, 10 Gennaio 2020 ore 09:44

di Bruno Silini

Sul consigliere regionale della Lega Alex Galizzi pende una spada di Damocle. Se sia di cartapesta oppure di metallo dipende dal giudizio che daranno i vertici del Carroccio rispetto alla foto e al commento pubblicato su Facebook  da Lucio Brignoli, che velatamente potrebbe lasciare intendere il coinvolgimento di Galizzi nella prematura caduta di Massimo Bandera dalla carica di sindaco di Almè. Brignoli non è l’ultimo venuto in casa Lega, nonostante dal 2013 non abbia ruoli formali e informali nel partito. Però è sempre ben informato e non è avvezzo a sparate social senza cognizione di causa. Nella foto pubblicata (che potete vedere in apertura di articolo), appare Galizzi in primo piano a tavola con i due assessori di Almè (Tiziana Petruzzi e Ferdinando Stacchetti) e il consigliere di maggioranza Paolo Gritti.  Di fatto, i tre, spalleggiati dalle due minoranze (Almè al Centro e Insieme per Almè), hanno contribuito con le dimissioni in massa dal Consiglio comunale alla fine di Bandera.

Poi c’è il commento alla foto: «L’amico Massimo Bandera, è decaduto dalla carica per la sfiducia di tutti i consiglieri di opposizione del Pd e di tre consiglieri di maggioranza della Lega che hanno scelto di sostenere il Partito Democratico contro il loro sindaco, il loro partito e i loro elettori. Ve li mostro, così che possiate ricordarveli caso mai li incontraste per strada, al bar o a qualche manifestazione della Lega… e buonanotte ai suonatori!». Anche se Brignoli si astiene dal coinvolgere direttamente nell’inciucio anti Bandera il consigliere Galizzi, va da sé che l’immagine è fortemente allusiva, come testimoniano i commenti tra chi scagiona Galizzi e chi lo colpevolizza. Lo stesso Bandera, nell’intervista rilasciata a noi di PrimaBergamo, dice di aspettarsi da Galizzi dei chiarimenti.

Inutile dire che il post di Brignoli ha fatto andare su tutte le furie il consigliere Galizzi: «In queste settimane ho lavorato sodo, incontrando gli assessori Stacchetti e Petruzzi  e il consigliere Gritti, per cercare di capire le problematiche e tentare di convincere  a non trafficare con le minoranze per far cadere il sindaco. Detto questo, cosa dovrei chiarire con lui?».  Poi entra del dettaglio della foto pubblicata da Brignoli: «Quella foto – prosegue Galizzi – l’ho pubblicata sul mio profilo Facebook il 23 ottobre. Facevo i complimenti al nuovo consigliere di Almè Paolo Gritti. Ma la vera ragione di quel selfie, durante un pranzo al ristorante “Del Moro” di Almenno San Salvatore, stava nella felicità di ritrovarsi con l’assessore Stacchetti alle prese con seri problemi di salute. Poi qualcuno, meschinamente, ha mandato in giro sul circuito WhatsApp dei simpatizzanti della Lega lo screenshot del mio post come se fosse stato fatto sette ore prima della presentazione al protocollo del Comune della mozione di sfiducia contro Bandera. In questo modo tutti hanno pensato che io avessi tramato con loro ai danni del sindaco. Ripeto: si tratta di una operazione meschina». Galizzi si dice dispiaciuto di quanto successo a Bandera e alla sua amministrazione. «E in più – riprende il consigliere – ho questa rottura di scatole di attacchi gratuiti contro la mia persona. Quella di Brignoli, a mio parere, è stata una bambinata assurda e ridicola».

Fonti interne alla Lega dicono che il “Capitano” Matteo Salvini sia al corrente di quanto accaduto ad Almè e sia adirato con Galizzi, tanto da mettere in forse la sua permanenza nel partito. «Ho chiamato Matteo il giorno dopo la sua presenza alla festa di Albino, la Bèrghem Frècc, ma come mi aveva anticipato in quel frangente non era sicuro di potermi rispondere perché impegnato  – chiude Galizzi -. Se le cose stanno in questi termini, ma credo proprio di no perché non ne comprendo il motivo, proverò a richiamare il Capitano. Sicuramente ne parleremo anche al direttivo provinciale della Lega di Bergamo. Non riesco a comprendere cosa c’entri la mia persona in questa vicenda. Credo che i responsabili vanno cercati altrove».

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