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Inchiesta sui richiedenti asilo, controlli dei Carabinieri in venti centri di accoglienza

I militari dell’Arma si sono anche recati nella sede della cooperativa Ruah e di Casa Amadei. Non hanno proceduto ad alcuna perquisizione, bensì hanno effettuato una serie di controlli amministrativi

Inchiesta sui richiedenti asilo, controlli dei Carabinieri in venti centri di accoglienza
Cronaca 25 Luglio 2020 ore 12:57

Proseguono i controlli nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei richiedenti asilo nella Bergamasca. Come riporta Corriere Bergamo nella tarda serata di venerdì 24 luglio (e fino alla mezzanotte) i Carabinieri si sono recati nella sede della cooperativa Ruah e di Casa Amadei, che ospita circa trenta migranti. Lo stesso è avvenuto nel centro di Botta di Sedrina, nel quale si trovano un centinaio di persone.

I militari dell’Arma non hanno proceduto ad alcuna perquisizione su richiesta dei magistrati, bensì hanno effettuato una serie di controlli amministrativi in merito al rispetto delle regole. Nei giorni scorsi, si erano recati in una ventina di centri accoglienza, anche più volte al giorno e in diverse fasce orarie, dove avevano controllato i registri e altri documenti acquisendoli in copia.

In ogni caso, il collegamento con le indagini resta sullo sfondo, tanto che nelle strutture più grandi si sono presentati anche i Carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo che stanno indagando sulle due (presunte) associazioni per delinquere finalizzate alla truffa. Il filone principale coinvolge padre Antonio Zanotti, agli arresti domiciliari insieme alla presidente e all’economo della cooperativa Rinnovamento.

Il secondo filone di indagini riguarda invece le regole di gestione dei migranti, come ad esempio le loro presenze effettive, il rapporto tra il loro numero e quello degli operatori dei centri e l’impiego dei richiedenti asilo in eventuali lavori. Nel filone madre è infatti emerso come alcuni migranti continuassero a essere ospitati nonostante avessero un lavoro, cosa che non è permessa nel caso in cui guadagnino più di 4.800 euro in un anno. Tuttavia, se ciò non viene comunicato alla Prefettura si configura una truffa perché il centro continua a percepire i 35 euro al giorno per il mantenimento degli ospiti.