Gli interrogatori

Inchiesta sull’accoglienza dei migranti, i tre arrestati si avvalgono della facoltà di non rispondere

Padre Antonio Zanotti, la presidente e l'economo della coop Rinnovamento si sono presentati davanti al gip ma non hanno detto nulla. Sia la presidente che l'economo hanno annunciato le dimissioni dalle loro cariche nella coop

Inchiesta sull’accoglienza dei migranti, i tre arrestati si avvalgono della facoltà di non rispondere
24 Giugno 2020 ore 12:14

Non una parola da parte dei tre arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bergamo sul sistema dell’accoglienza dei richiedenti asilo in città e provincia. Sia padre Antonio Zanotti che la presidente e l’economo della cooperativa Rinnovamento, dalla scorsa settimana ai domiciliari, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ieri (23 giugno) davanti al gip Lucia Graziosi, che aveva anche firmato il provvedimento di custodia cautelare nei loro confronti.

Per i tre, l’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla truffa allo Stato. Più volgarmente, sono accusati di aver fatto la cresta sui 35 euro a migrante che lo Stato consegnava alla coop per gestire i richiedenti asilo, attraverso una serie di “magheggi” contabili e non rispettando le norme di accoglienza nei servizi a disposizione delle persone ospitate nei loro centri. Il legale dell’economo ha fatto sapere che ha chiesto la revoca dei domiciliari: sarà il pm, Fabrizio Gaverini, a valutare.

Intanto sia la presidente che l’economo hanno reso noto, attraverso i loro legali, di aver presentato le dimissioni dalle cariche che ricoprivano all’interno della cooperativa Rinnovamento.

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