Davanti al gip

Padre Antonio Zanotti interrogato soltanto mezz’ora in Tribunale a Bergamo

Stamattina (23 giugno) il francescano, ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sul sistema dell'accoglienza dei richiedenti asilo in Bergamasca, è stato ascoltato dal giudice. Probabilmente si è avvalso della facoltà di non rispondere

Padre Antonio Zanotti interrogato soltanto mezz’ora in Tribunale a Bergamo
23 Giugno 2020 ore 15:59

Mezz’ora circa, niente più. Tanto è durato l’interrogatorio a cui è stato sottoposto stamattina (23 giugno) al Tribunale di Bergamo padre Antonio Zanotti, una delle tre persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta “Terra Promessa” della Procura orobica incentrata sul sistema dell’accoglienza dei richiedenti asilo in Bergamasca.

Il francescano, originario di Spirano e fondatore della cooperativa Rinnovamento da cui tutta l’indagine è partita, è arrivato via Borfuro alle 9.30 circa insieme al suo avvocato e si è presentato davanti al gip Lucia Graziosi, che la scorsa settimana ha firmato il provvedimento che ha previsto per lui gli arresti domiciliari. Data la brevissima durata dell’incontro, è molto probabile che padre Zanotti si sia avvalso della facoltà di non rispondere. Oltre a lui, ai domiciliari sono finiti anche la presidente e l’economo della coop. L’accusa nei loro confronti è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa allo Stato.

Quello di Zanotti è il nome più rilevante finito al centro dell’inchiesta in questione. Un po’ per la sua figura, da tempo chiacchierata e particolarmente controversa (due anni fa fu anche denunciato per molestie), un po’ perché rispetto agli altri esponenti della Chiesa coinvolti è l’unico per il quale sia scattato il provvedimento degli arresti domiciliari.

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