da giovedì 22 ottobre

Coprifuoco notturno in Lombardia, c’è il sì del Governo. Ora manca solo la firma

Il nuovo provvedimento conterrebbe anche la chiusura il sabato e la domenica della media e grande distribuzione commerciale, negozi di prima necessità esclusi

Coprifuoco notturno in Lombardia, c’è il sì del Governo. Ora manca solo la firma
Bergamo, 20 Ottobre 2020 ore 10:20

Per l’istituzione del coprifuoco in tutta la Lombardia dalle 23 alle 5 del mattino, a partire da giovedì 22 ottobre, ora manca solo la firma del provvedimento. La proposta era stata avanzata dai sindaci dei capoluoghi lombardi, dal presidente lombardo dell’Anci, dai capigruppo in Regione e dal governatore Attilio Fontana al ministro della Salute Roberto Speranza che si è detto a favore della stretta. Inoltre, il nuovo documento prevedrebbe la chiusura il sabato e la domenica della media e grande distribuzione commerciale, negozi di prima necessità esclusi.

L’opzione è stata studiata all’indomani dell’entrata in vigore del nuovo Dpcm, documento ritenuto troppo “soft” per piegare la curva dei contagi e che ha acceso un duro dibattito con i sindaci in particolare sulla norma che consente loro di chiudere vie e piazze cittadine per evitare assembramenti. Dopo mille polemiche è stato quindi deciso che spetterà ai primi cittadini individuare le aree da bloccare e che i controlli spetteranno alle forze dell’ordine.

L’auspicio è che questa contromisura serva a frenare i contagi e ad evitare che l’evoluzione dell’epidemia registri un’ulteriore balzo in avanti, anche se la sensazione di molti è che nell’individuare nuove misure restrittive si sia scelto di adottare una linea molto morbida. Più che di stretta vera e propria verrebbe da dire che si è optato per una “strettina”.

Tra le persone che chiederebbero l’adozione di provvedimenti più decisi vi è anche Luca Lorini, direttore del Dipartimento di Emergenza, urgenza e area critica dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. I numeri dei ricoveri sono ancora contenuti per fare paragoni con il periodo di marzo e aprile ma, a fronte dell’andamento dei contagi, destano preoccupazione. Per ridurre i rischi «anziché misure blande – spiega Lorini all’Eco – dovremmo essere capaci di fermare gli over 65, isolandoli, ribadendo la logica del nessuno incontri nessuno». E che se si deve fermare l’epidemia, il contenimento dei contagi deve essere attuato per tempo.

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